La senatrice Segre e le vertigini della storia

È toccato a Liliana Segre investire della presidenza del Senato Ignazio La Russa. Ma il suo discorso ha fissato alcuni punti fermi: l’ancoraggio della vita pubblica alla Costituzione («testamento di centomila caduti nella lotta per la libertà»), da attuare più che da modificare, e la celebrazione non rituale delle ricorrenze «scolpite nel grande libro della storia patria», il 25 aprile, il 1 maggio, il 2 giugno.

Quando il baratro si avvicina la pace diventa possibile

Putin ha perso la guerra e come tutti i tiranni sa che lo aspetta il tradimento dei suoi e la solitudine. Zelensky non l’ha ancora vinta. Ora chi sostiene i due nemici dovrebbe imporsi per evitare l’uso dell’atomica. È nel momento in cui più si avvicina il baratro, irrimediabile, talmente profondo che non riusciamo nemmeno a misurarlo, che la pace diventa possibile.

Un falò di bollette contro il caro-vita

Un falò delle bollette ha percorso nei giorni scorsi l’Italia. Da Cagliari a Bologna, da Torino a Roma, in 15 città ha preso corpo la mobilitazione di Usb e Potere al popolo contro i rincari del 60% dell’energia elettrica e dell’80% del gas; contro le multinazionali italiane che hanno guadagnato 40 miliardi di euro di extraprofitti dalla crisi amplificata dalla guerra russa-ucraina; per il blocco dei prezzi al consumatore.

Non-voto e degenerazione oligarchica

Il non-voto è, nel nostro Paese, la prima forza politica. Le sue ragioni strutturali sono la fuga dei partiti dal territorio, la scomparsa di una visione di futuro per cui mobilitarsi, la trasformazione della politica in ordinaria amministrazione. E i suoi principali protagonisti sono i più poveri e i meno istruiti. Con una degenerazione oligarchica che segna la nostra democrazia.

Aboliamo la parola “sostenibile”

Quando sentite i sindaci che promettono la città sostenibile o il turismo sostenibile e fanno aumentare le automobili in circolazione o i motoscafi o le seggiovie, che distruggono i boschi e sporcano l’aria e il mare, beni che le generazioni future dovrebbero trovare tali e quali come li abbiamo trovati noi, siate certi che vi prendono in giro.

Gli abusi delle forze dell’ordine su trans e afrodiscendenti

I rapporti europei e numerose inchieste giornalistiche rivelano l’esistenza in Italia, come nel resto del continente, di un sistema collaudato di violenze e abusi di potere da parte di polizia, carabinieri e forze dell’ordine in genere nei confronti delle persone straniere, tanto più se transessuali. È un caso di vera e propria profilazione razziale e sessuale che politica e istituzioni preferiscono non vedere.

Stati Uniti. Leonard Peltier è stanco

Leonard Peltier, simbolo della resistenza delle minoranze native negli Stati Uniti, è in carcere da 46 anni per una condanna all’ergastolo dopo un processo-farsa con una giuria di soli bianchi. Ormai alla soglia degli 80 anni, pur duramente provato e malato, continua, nonostante la stanchezza, a invitare il mondo a non dimenticate l’oppressione dei popoli indigeni. Intanto il comitato che ne chiede la liberazione porta la sua richiesta all’Onu.

Se per il consenso si truccano anche i numeri dei migranti

A quattro mesi dalla fine del 2022 risultano sbarcate sulle nostre coste 56.210 persone, meno di un terzo delle 181.436 del 2016 e la metà esatta rispetto al 2017. Eppure – siamo del resto sotto elezioni – si torna a parlare di “invasione dei migranti”. Non lo fa solo la destra: in Italia come in Europa abbracciano questa retorica anche i sedicenti progressisti, accodati alla narrativa mainstream.

Sanzioni alla Russia, il Vietnam dell’Unione europea

L’invasione russa dell’Ucraina ha avuto come risposta uno tsunami di retorica, una valanga di armi e denaro inviati a Kiev e le sanzioni contro la Russia. Sanzioni assai deboli, peraltro, ché l’Europa ha più bisogno del gas russo di quanto la Russia abbia bisogno della nostra valuta pregiata e il prezzo alle stelle del gas, determinato da meccanismi speculativi, fa sì che la Russia guadagni di più pur vendendo di meno.

Il “docente esperto”: ancora l’inganno della meritocrazia

L’idea di riforma del ministro Bianchi sul “docente esperto” costituisce l’ennesimo inganno della meritocrazia, coerente con la cultura aziendalista dell’agenda Draghi. Laddove questo sistema viene applicato, come in Francia, il clima cooperativo fra colleghi è stato sconvolto. E lo stress della performance imposto dalla cultura aziendalista finisce per diminuire anziché aumentare la qualità del lavoro.