L’autonomia differenziata e la Costituzione tradita

Non è solo sciatteria. L’uso dell’identico testo per le pre-intese sull’autonomia differenziata siglate dal ministro Calderoli e dalle Regioni del Nord è, nella forma e nella sostanza, una plateale violazione dei paletti posti dalla Consulta per salvare il sistema da una censura di incostituzionalità. È, dunque, un atto eversivo dell’ordinamento costituzionale che pone una esplicita questione di emergenza democratica.

Tornare a parlare del Mezzogiorno

La “questione meridionale”, un tempo al centro delle attenzioni delle forze politiche progressiste è scomparso dall’agenda di ogni partito. Eppure il Mezzogiorno ha le potenzialità per divenire un polo di ricerca e di produzione per filiere industriali strategiche, per aiutare a percorrere meglio e più velocemente la transizione energetica, per contrastare il declino anche demografico del Paese.

I giudici e il potere

La magistratura è un potere dello Stato, se pur connotato dall’essere diffuso, e, allo stesso tempo, è un limite al potere. Tutela lo status quo, e dunque il potere, ma può anche garantire i cittadini contro le prevaricazioni. La riforma della Costituzione, indebolendo la magistratura e la sua indipendenza, fa venir meno questa anomalia. Così i giudici saranno chiamati sempre più a garantire il potere e non i cittadini.

L’antisemitismo non abita a sinistra

Il dato è inoppugnabile: l’antisemitismo e le leggi razziali sono nel Dna della destra, mentre in quello della sinistra c’è l’antifascismo, alla cui affermazione hanno contribuito molti ebrei, a cominciare da personalità del calibro di Leone Ginzburg, Vittorio Foa, Carlo Levi, Nello Rosselli. Coerente con l’antifascismo è, invece, la critica al sionismo, fonte di una politica coloniale e, addirittura, della pulizia etnica del popolo palestinese.

Gaza e la lezione delle piazze

Nei bordi, nei margini del paese, lontano dai luoghi del potere, si è coagulato un esteso dissenso sulle politiche dell’establishment. A partire dal genocidio di Gaza, ma penetrato nel profondo. È un dissenso trasversale, inclusivo, che attraversa credi, posizioni politiche, età, generazioni, strati sociali, culture. E che ha spazzato via ogni moderatismo all’insegna di una insopprimibile radicalità.

Quando la destra si finge ferma

Altrove le destre marcianti mostrano il volto scoperto dell’autoritarismo: Trump, Bolsonaro, Milei, Orbán. In Italia, invece, il volto è coperto da una maschera di rispettabilità istituzionale. Ma il principio è identico: il potere come identità, la paura come collante, la semplificazione come linguaggio. La destra non ha vinto perché è forte. Ha vinto perché l’abbiamo lasciata parlare da sola.

Riforma della giustizia: chi ci guadagna e chi ci perde

Le riforme costituzionali non si fanno a caso ma per cambiare gli equilibri in atto. Lo scopo è che qualcuno guadagni potere e qualcun altro ne perda. L’effetto della riforma costituzionale della giustizia è chiaro: l’indebolimento della magistratura attenua il controllo di legalità sull’agire politico e aumenta il potere del governo e della maggioranza contingente mentre a pagarne il prezzo sono i cittadini.

M5S, un esperimento rimosso

Il M5Stelle è stato fonte del sommovimento politico più significativo nella storia della Repubblica. Ciò è oggi rimosso, data anche l’intervenuta omologazione del movimento al sistema. Ma la domanda di nuova politica che portò alla sua nascita e la successiva parabola discendente offrono strumenti utili per una riflessione sulle forme possibili dell’azione politica e sulla divaricazione fra rappresentanza e astensione.