Il silenzio sui referendum: un attacco alla democrazia

C’è la rimozione della destra, da sempre subalterna ai poteri forti e ai loro privilegi. E c’è l’ipocrisia di partiti e intellettuali “progressisti” che continuano a subordinare i diritti alle esigenze del mercato. Il risultato è un silenzio tombale sui referendum dell’8 e 9 giugno. Ciò rende doppiamente importante il raggiungimento del quorum: per ripristinare alcuni dei diritti violati e per dare un segnale politico in controtendenza.

237 professori di diritto pubblico: “Il decreto sicurezza viola la Costituzione”

Ci sono forzature istituzionali di particolare gravità, di fronte alle quali non è possibile tacere. È il caso del decreto sicurezza nel quale il filo che lega il metodo e il merito rende esplicito un disegno complessivo, che tradisce un’impostazione autoritaria, illiberale e antidemocratica, non episodica od occasionale ma mirante a farsi sistema.

La sanità tra finanziarizzazione ed economia di guerra

Il nostro sistema sanitario è in crisi gravissima, ma le denunce restano per lo più in superficie e il modello Usa, pur deprecato a parole, si sta sempre più affermando. A ciò conduce l’ulteriore finanziarizzazione e privatizzazione in atto, in un contesto di economia di guerra guidata da scelte e principi che sono agli antipodi di quelli della medicina. A quando una mobilitazione forte dei sindacati di settore?

La politica di John Wayne

La politica sembra retrocessa al livello dei Western di John Wayne. Da una parte ci sono i cattivi assoluti, incarnati da nazioni e personaggi diversi, apostrofati con i peggiori epiteti; dall’altra c’è la civiltà, portatrice di democrazia, libertà, tolleranza, diritti umani e così via. Ma la realtà è, al contrario, piena di chiaroscuri e richiede la continua ricerca di equilibrio e la dismissione del senso di superiorità che domina l’Occidente.

La guerra non è una “via libera”

Negli ultimi anni, a partire dalla invasione dell’Ucraina, la guerra ha cessato di essere una “via bloccata” dalle Costituzioni ed è tornata ad essere una “via libera”. Anche nelle parole di uomini di governo e intellettuali, incuranti delle dure lezioni della storia, che sbeffeggiano e irridono i pacifisti. Eppure solo la pace – degli uomini e non delle armi – salvaguarda la giustizia, l’uguaglianza e la libertà.

Tutti i rischi del “decreto sicurezza”

Record di norme penali introdotte con un solo decreto legge, dubbia compatibilità delle misure con numerosi principi costituzionali, anomalo ricorso alla decretazione d’urgenza. Il tutto senza benefici per la sicurezza della collettività. Anche il direttivo dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale muove dure critiche al decreto legge sicurezza ed esprime grande preoccupazione per i suoi effetti.

Referendum, per un nuovo senso comune

I referendum sul lavoro e sulla cittadinanza sono una sfida anche per rilanciare una democrazia sempre più incapace di rispondere ai bisogni di larghe fasce della popolazione. Tenendo insieme i temi cruciali del lavoro e delle migrazioni essi possono contribuire a creare una nuova cultura di inclusione e di promozione dei diritti. Per questo il Governo li teme. Per questo dobbiamo garantirne il successo.

Guerra

Guerra! Il tradimento dei chierici

Una furia di guerra si è impadronita di buona parte della classe politica europea e di quello che si è soliti chiamare il ceto intellettuale. Da Scurati a Galimberti a Vecchioni sembrano moltiplicarsi i “posseduti” da quella passione triste. Cosa sta succedendo? Una teoria interessante insiste sulla “ferita narcisistica”, il terrore della propria irrilevanza, come base psico-sociologica della distruttività. Appare convincente.

Verso uno Stato di polizia

Il decreto legge “sicurezza” varato nei giorni scorsi dal Governo incide pesantemente sulle libertà, sui diritti, sulla convivenza producendo una sterzata del sistema verso uno Stato di polizia. Ciò avviene, in particolare, con la generalizzazione del governo repressivo della povertà, il consolidamento della repressione sistematica del conflitto sociale e del dissenso, l’ampliamento dei poteri e delle tutele attribuiti alle polizie.