Già segretario regionale ligure della CGIL e senatore è attualmente impegnato nella ricerca di nuove strade, come scrive nel libro “La memoria e la speranza. Oltre le macerie della sinistra” pubblicato nel 2018 per Castelvecchi.
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I referendum sul lavoro e sulla cittadinanza sono una sfida anche per rilanciare una democrazia sempre più incapace di rispondere ai bisogni di larghe fasce della popolazione. Tenendo insieme i temi cruciali del lavoro e delle migrazioni essi possono contribuire a creare una nuova cultura di inclusione e di promozione dei diritti. Per questo il Governo li teme. Per questo dobbiamo garantirne il successo.
La guerra per procura in Ucraina è persa e l’atlantismo è finito. Spetta alla sinistra mettere in campo una proposta alternativa, anche se non immediatamente realizzabile. Opporsi a Trump e alla sua concezione “patrimoniale” della pace non può volere dire rimpiangere i tempi dello scontro frontale fra l’Occidente e i suoi nemici e rilanciare la prospettiva della guerra. Al contrario la parola d’ordine deve essere: meno armi.
I supporter di Draghi si affannano a leggerne la biografia in termini agiografici. Assai più utile sarebbe fargli alcune domande sul suo programma: sul lavoro, sulle risposte alle povertà, sul modello di sviluppo, sulle grandi opere, sulla scuola, sull’ambiente. Domande che non consentono risposte unanimi.
“Arte è liberazione”, è un libro di splendide immagini e parole nel quale Tomaso Montanari e Andrea Bigalli (rispettivamente storico dell’arte e prete dei poveri e teologo) leggono e interpretano 20 opere d’arte. È un viaggio affascinante, insieme estetico e politico, un’immersione commossa nell’infinito sentimento della dignità dell’uomo.
Da quando ho visto Trump firmare la riapertura delle miniere di carbone ho un incubo: quello di vedere Salvini a capo di un governo di destra senza se e senza ma, dare il via definitivo al TAV fra lavoratori plaudenti. Spero che l’8 dicembre un’imponente manifestazione No Tav mi liberi dall’incubo.