Palestina. Uscire dal tunnel: una proposta per la pace

Il conflitto in Palestina ha una caratteristica ineliminabile: nessuna delle due parti scomparirà e, comunque vada, israeliani e palestinesi dovranno convivere in quel tratto di terra. Ciò rende doppiamente urgente il cessate il fuoco: perché non crescano ancora, insieme ai morti, l’odio e la voglia di vendetta e perché l’Onu assuma il controllo di Gaza, avviandone la necessaria (e difficile) ricostruzione.

Gaza. La guerra non è contro Hamas, è contro i palestinesi

Il sionismo si è mosso fin dagli albori con l’obiettivo di una nazione ebraica che escluda i palestinesi. Ma la terra non era senza popolo. Gli autoctoni c’erano e ci sono. La “disgrazia” dei palestinesi – o la loro “colpa” – era (ed è) quella di vivere su una terra che è la loro e di non volerla abbandonare. Di qui la loro disumanizzazione e un colonialismo “di insediamento” fondato sulla loro sostituzione.

Albania guardiana

Albania: già oggetto di tentata colonizzazione, poi terra di emigrazione. Oggi terra guardiana. Grazie ai CPR esportati dall’Italia: carcerazione allo stato solido, recinto di animali umani. Li scarichiamo a voi i cipierre, infatti contengono merci tossiche, così come riversiamo residuati inquinanti nei “paesi in via di sviluppo”. E il presidente socialista del tuo paese esulta in spensierata combutta con la nostra presidente. Eja Eja!

«Ci vuole coraggio»: le scelte che l’Onu non può eludere

Le parole dell’Alto Commissario Onu per i rifugiati di fronte al Consiglio di sicurezza dell’Onu sono di inusuale nettezza: «Le scelte che voi 15 farete – o non farete – segneranno tutti noi, e le generazioni a venire. Lascerete che questo puzzle di conflitti si completi di atti aggressivi a causa della vostra disgregazione o di semplice negligenza? O sarete coraggiosi e intraprenderete i passi necessari per far ritorno dagli abissi?».