Venezuela: come il Cile nel 1973

Gli Stati Uniti hanno bombardato varie località del Venezuela e ne hanno sequestrato il presidente. Il fine è il ripristino del controllo politico sul “cortile di casa” e l’accesso al petrolio di cui il paese sudamericano è ricchissimo. Non è una novità nella storia dell’imperialismo americano e il ricordo va al Cile di Allende. Intanto la situazione internazionale precipita e nessuno è oggi sicuro: né gli stati né le persone.

Bombe Usa sul Venezuela: un crimine internazionale e un copione antico

Quella del Venezuela è stata un’invasione che ha seguito un copione antico. Negli ultimi anni il controllo sul “giardino di casa” dell’America latina è stato realizzato dagli Usa soprattutto in modo indiretto. Ma, in Venezuela, ciò non ha dato i frutti sperati e così si è passati all’intervento militare, previa campagna di delegittimazione di Maduro.

I “finanziamenti ad Hamas”: prove, indizi, preconcetti

Gli elementi a base dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone accusate di finanziare Hamas consistono, in buona parte, in materiali prodotti dall’esercito israeliano interpretati alla luce di una ricostruzione “storica” unilaterale ed estranea alle competenze dei giudici, che ignora le decisioni degli organi di giustizia internazionale. Non è un buon viatico per un processo improntato al garantismo.

Quando il delirio bellicista seduce anche la sinistra

La corsa agli armamenti accomuna destra e sinistra, Meloni e Mattarella, militari e intellettuali. A guidarla è il mito della cosiddetta deterrenza. Eppure la storia insegna che armarsi porta, prima o poi, alla guerra e la realtà mostra paesi senza esercito che vivono in pace da decenni. In questa situazione opporsi al delirio bellicista, in cui c’è chi arriva a invocare “uomini risoluti a uccidere e a morire”, è una priorità assoluta.

Dickens, Engels e il Natale del nostro scontento

Lo scorbutico e gelido uomo d’affari Ebenezer Scrooge, protagonista del proverbiale “Canto di Natale” dickensiano, ci appare oggi come un burbero sprovveduto a confronto con i tecno-tiranni del nostro tempo e con le schiere dei loro servili ammiratori. Ma l’eccellente interpretazione teatrale dell’attrice Orietta Notari esalta le pagine ancora oggi memorabili del “canto” di Dickens.

La destra, la proprietà, la Costituzione

La destra vuole introdurre, per gli sfratti, una procedura amministrativa priva di garanzie, anche in presenza di esigenze sociali ostative, facendo prevalere in toto le ragioni della proprietà sulle esigenze abitative delle fasce economicamente più deboli. Dimentica, la destra, che il diritto di proprietà, un tempo inviolabile, è diventato, con la Costituzione, un diritto limitato a fini di utilità e accessibilità sociale.

Natale 2025: Nonostante tutto, non essere tristi

Interpretare il Natale rianalizzandone le fonti mi salva da una festa ipocrita, falsata e quindi triste. Il Natale autentico ci invita a non avere paura. A lottare e a sperare. Come scriveva Ernesto Che Guevara in una delle ultime lettere ai figli: «Tatico, tu cresci e diventa uomo e poi vedremo che fare. Se c’è ancora l’imperialismo andiamo a combatterlo, se finisce, tu, Camilo ed io possiamo andarcene in vacanza sulla luna».

Amnistia: il silenzio non è più un’opzione

A fine novembre 2025 le presenze in carcere erano circa 18.000 in più rispetto ai posti disponibili. Con questi numeri e con le condizioni di vita che determinano, il carcere e la pena fuoriescono dalla legalità costituzionale. Punire diventa ingiusto, ledendo dignità e vita dei detenuti, e pericoloso, creando focolai di risentimento. Solo l’amnistia può salvare la vita e la dignità dei condannati.