Askatasuna: ho fatto un sogno

Lo sgombero del centro sociale Askatasuna e le dinamiche da esso innescate sono una sorta di laboratorio, non solo a livello torinese. Si incrociano, nella vicenda, le politiche di governo delle città, la deriva repressiva e autoritaria in atto nel paese, le scelte delle amministrazioni locali e la riorganizzazione dell’antagonismo sociale. Per questo le prossime mosse del sindaco di Torino sono un banco di prova.

La lezione di Askatasuna

Lo sgombero non ha chiuso la vicenda di Askatasuna. Al contrario, ne sta innescando una prosecuzione inedita. Lo dicono il quartiere e cittadini e cittadine di generazioni e provenienze diverse che, in assemblee e manifestazioni susseguitesi dal giorno dello sgombero, hanno ribadito che Askatasuna è un bene comune e, insieme, l’immagine di un’idea e una pratica diversa di città. Che, per questo, non finirà qui.

Un libro felicemente illegale

Ormai la maschera è caduta e le democrazie occidentali – l’Italia tra esse – rivelano senza pudore il loro volto autoritario e repressivo. Lo segnala un recente volume a più voci, un glossario di “parole che insidiano la sicurezza” dal significativo titolo “Questo libro è illegale”, che ha il pregio di unire, alla precisione della denuncia, un elenco di buone pratiche di resistenza/ribellione (dalla disobbedienza al boicottaggio).

La destra e il diritto penale dell’insicurezza

L’obiettivo della destra è un diritto penale illiberale, piegato alle diverse emergenze, esteso all’infinito, segnato da una marcata criminalizzazione di migranti, marginali e ribelli e da un’ampia impunità per i poteri forti. È, a ben guardare, un diritto che accresce, anziché ridurre, l’insicurezza sociale ma rappresenta il necessario complemento dei progetti di revisione dell’assetto istituzionale in senso autoritario.

Pasolini. Una sconcertante attualità

La scelta di raccogliere e riproporre in una “Talpa” gli articoli pubblicati negli ultimi mesi in queste pagine su Pasolini ha una ragione precisa. Il loro insieme, infatti, aiuta a comprenderne la straordinaria e sconcertante attualità nel cogliere la mutazione antropologica indotta dal capitalismo e ci consegna un intellettuale a tutto tondo in un tempo che ha perso il gusto del conflitto, dell’autonomia, della poesia (cioè il proprium degli intellettuali).

Una mensa popolare: l’incontro tra solidarietà e politica

Oggi, 12 gennaio, apre la mensa popolare di Volere la Luna. A Torino, in via Trivero 16. Non un luogo di “assistenza” ma un luogo di solidarietà e di partecipazione, dove sarà possibile consumare un pasto caldo e gradevole. Insieme: chi è in grado di pagarlo (quanto può e vuole) e soprattutto chi non lo è, e deve poterne usufruire gratuitamente. È li nostro modo di “fare politica” in cui speriamo di coinvolgere molti altri.

Giuristi contro l’aggressione Usa al Venezuela. Appello alla comunità internazionale

Noi giuristi, impegnati in difesa del diritto internazionale, condanniamo l’aggressione Usa contro il Venezuela e il sequestro del suo presidente e chiediamo l’iintervento dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ricordando che l’inerzia della Società delle Nazioni aprì le porte alla Seconda guerra mondiale.