L’obiettivo della destra: l’impunità per le forze dell’ordine

Le ripetute condanne dell’Italia per la pratica della tortura durante le giornate del G8 di Genova del luglio 2001 e per l’inadeguata punizione dei responsabili non bastano a indurre il Governo e la maggioranza a interventi che disincentivino fatti analoghi. Al contrario Salvini e la Lega propongono una sorta di “scudo penale” che impedisca il perseguimento dei reati commessi dalle forze dell’ordine.

Bombardare Teheran, ovvero il suicidio dell’Occidente

Israele e l’Occidente, che si sono costruiti la bomba atomica, si sentono minacciati da una bomba che non c’è. E bombardano (o accettano che si bombardi) l’Iran, uccidendo donne e bambini: naturalmente per salvarli dal regime degli ayatollah. Continuiamo così, alimentando il terrorismo, reazione inevitabile di chi ha perduto tutto. Continuiamo così, suicidiamo l’Occidente. Ma sentendoci vittime, mi raccomando.

Israele e Palestina: il problema non è (solo) Netanyahu

Anche in Occidente si ammette, infine, che Netanyahu è un criminale di guerra e che il genocidio di Gaza va oltre ogni limite etico. Ma a ciò si accompagna l’affermazione che tolto Netanyahu (cosa che, prima o poi, accadrà) ci sarà pace in Palestina. Non è così. Senza il superamento della concezione confessionale di Stato che anima Israele, la questione palestinese resterà irrisolta e l’orrore di Gaza si ripeterà senza fine.

No al decreto sicurezza! Tutte e tutti in piazza

Fermiamo il decreto sicurezza! Mentre alla Camera inizia l’iter della conversione in legge, nelle piazze si apre una settimana di mobilitazione. La posta in gioco è chiara: siamo di fronte a un’impostazione autoritaria, che tende a trasformare lo Stato sociale in Stato penale e a reprimere il disagio e il dissenso, anche ricorrendo a colpi di mano e alla mortificazione del Parlamento.

Referendum: trasformare ogni intervista in un invito al voto

I prossimi referendum sono un’occasione irripetibile per ridare fiducia alla democrazia. E’ la ragione per cui la destra, finanche con il presidente del Senato, invita all’astensione e le televisioni di Stato tacciono. Per questo la risposta degli esponenti delle opposizioni, in ogni intervista, dovrebbe essere invariabilmente: «L’8 e il 9 giugno andate a votare nei referendum!».

Dopo Francesco: le parole, i gesti, l’ipocrisia

I potenti della terra “in divisa” d’ordinanza, fintamente compunti di fronte alle spoglie di un uomo che hanno costantemente osteggiato, tentano di trasformare il papa defunto in un santino inoffensivo. A smentirli stanno gesti e parole che chiedono pace, uguaglianza e accoglienza e invitano gli uomini e le donne di buona volontà a “fare casino” per ottenerle.

Non è “centro destra”, è destra estrema

È tempo di chiamare le cose con il loro nome e di riconoscere, apertamente, che al governo del Paese non c’è un centro-destra ma una destra estrema, erede del fascismo di Salò. Solo la disonestà intellettuale (nell’ipotesi peggiore) o la rimozione psicoanalitica (nell’ipotesi migliore) può indurre a continuare a parlare di “centro-destra” e a disconoscere la deriva autoritaria in atto.

A volte ritornano. Il premierato assoluto che piace a Giorgia

Nel bel mezzo delle tensioni internazionali su guerre e dazi, tra divisioni e litigi nella maggioranza, la presidente del Consiglio rilancia la riforma del premierato: per dare stabilità – afferma – al sistema e restituire ai cittadini il potere di scegliere da chi saranno governati. Non è così: la riforma produrrebbe, al contrario, una torsione plebiscitaria, incompatibile con una forma di governo democratica.

Il coraggio di disertare

Come sarebbe stato bello sentire, dal palco di piazza del Popolo, un invito alla diserzione, al rifiuto di morire per la patria. La disobbedienza dei militari, la rivolta di chi dovrebbe fare la guerra e si rifiuta di farlo – presente in ogni conflitto – è la più taciuta delle virtù, il meno celebrato tra gli eroismi. Eppure è la parte migliore della nostra famosa identità occidentale: la sola che, forse, può permetterci di avere un futuro.