Italia-Israele: quando una partita di calcio diventa politica

Oggi la nazionale italiana di calcio giocherà contro Israele. È un incontro che si sarebbe dovuto evitare. Invece, mentre gli organismi internazionali tacciono, il Governo italiano organizza la repressione delle proteste e fa passare i contestatori per antisemiti. Ciò stravolgendo la storia e proclamandosi difensore dell’antisemitismo proprio mentre inneggia al razzismo più puro, alla superiorità di una razza su un’altra.

Gaza. Non un piano di pace ma un furto di sovranità e di territorio

Tutti i leader occidentali, e anche il pontefice Leone XIV, sostengono il “piano di pace” per Gaza predisposto dal presidente Trump. Incredibilmente, ché quel piano è, in realtà, uno dei più grandi oltraggi al principio di autodeterminazione dei popoli. In esso, infatti, la sovranità del popolo palestinese non è un diritto ma un premio che potrà essere concesso solo se verranno rispettate le volontà di Washington.

Referendum: una scelta tra la forza e il diritto

La Camera ha approvato in terza lettura la cosiddetta riforma costituzionale della giustizia. Manca il voto del Senato e poi, probabilmente a primavera, si andrà al referendum. Sarebbe un errore interpretare la vicenda come un affare solo italiano, magari di carattere tecnico. Lo scontro è parte di quello che avviene a livello planetario tra la forza e il diritto.

Polizie, violenza, impunità: oltre lo “scudo penale”?

Un principio elementare di buon senso e correttezza consiglia di sospendere dal servizio e di tenere lontani dalla “prima linea” gli operatori delle forze di polizia sottoposti a indagini e processi. Ma ciò non vale per i vertici delle polizie italiane che, anzi, hanno spesso premiato gli autori di violenze e falsi. È accaduto dopo il G8 di Genova e il copione sembra ripetersi dopo il pestaggio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

II carcere, il cinismo di Nordio e le illusioni di Alemanno

Il carcere scoppia. Il degrado è insopportabile, acuito dal caldo estivo, dal sovraffollamento, dalle carenze igieniche, dalla mancanza di personale. Intanto i suicidi sono arrivati a 56. Ma neppure gli appelli accorati del papa e del capo dello Stato smuovono l’inerzia del Governo. Né riuscirà Alemanno a smuovere l’antico camerata La Russa. Senza un ripensamento del ruolo del carcere tutto resterà immutato.

Io non sto con Mario Draghi

Ciò che più colpisce nell’applaudito intervento di Mario Draghi al meeting di Rimini è lo slittamento semantico che gli consente di deformare e stravolgere una storia durata 70 anni, di trasformare i cittadini in consumatori, di inneggiare al mercato e alla sovranità, di sostituire l’eguaglianza con l’equità. Applaudirlo mentre ci prospetta come amministrare al meglio la corsa verso il baratro è un’abdicazione non della politica ma dell’intelletto.

Ponte sullo stretto: 18 volte no

Il progetto definitivo è stato approvato ma la realizzazione del ponte sullo Stretto è ancora soggetta a ulteriori passaggi: per nulla scontati, date le numerose controindicazioni. Intanto una cosa è certa: l’interesse pubblico soccombe rispetto a quello privato. Addirittura, in caso di mancata realizzazione dell’opera è previsto il pagamento di una penale di 1,5 miliardi di euro all’impresa di costruzione. L’importante è garantire i privati!

Il reato di femminicidio: un passo avanti solo apparente

Molte, anche tra le femministe, considerano la legge che ha previsto il reato di femminicidio con la pena dell’ergastolo un passo avanti nel contrasto alla violenza di genere. Non è così. Il ricorso al diritto penale, invocato come la panacea di ogni male, non ha intaccato il fenomeno della violenza sulle donne che andrebbe affrontato, piuttosto, con politiche sociali adeguate e una vera educazione sessuale e affettiva.

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Gli ebrei

In questo articolo pubblicato otto giorni dopo il massacro alle Olimpiadi di Monaco del ’72, la scrittrice Natalia Ginzburg si interroga sul suo essere ebrea, sul rapporto di “segreta complicità” che la lega agli altri ebrei, ma anche sulla “disumana disperazione” che ispirò il “disumano orrore” degli autori della strage, e conclude sull’impossibilità di stare dalla parte di quelli che “usano armi, denaro e cultura per opprimere dei contadini e dei pastori”.