L’amore per l’Italia della famiglia Agnelli

Le auto Fiat costruite in Italia sono tornate ai numeri del 1956, le vendite crollano e in casa Stellantis cresce soltanto la cassa integrazione. Ma John Elkann non si scompone e, in sede di audizione in Parlamento, evita progetti impegnativi, rinnova la tradizione accattona di richieste e lamentele e aggiunge una dichiarazione d’amore della famiglia per l’Italia. E il Governo ringrazia…

Il sogno di Meloni e Salvini: sovranità illimitata

«Fuori della Costituzione e del diritto non c’è la sovranità, ma l’arbitrio popolare, non c’è il popolo sovrano, ma la massa con le sue passioni e con la sua debolezza»: sono parole di un maestro del diritto costituzionale incomprensibili per Salvini e Meloni, convinti che la vittoria elettorale legittimi tutto (anche le più clamorose violazioni di legge). Questa ignoranza-insensibilità è il maggior pericolo per la Repubblica.

Draghi, noi e l’angoscia quotidiana che ci pervade

Dopo avere praticato e appoggiato le peggiori politiche europee di austerità, Mario Draghi scopre che i “potenti” degli ultimi decenni non contano più nulla e, in preda all’angoscia, chiede che “si faccia comunque qualcosa”. Individua con lucidità il problema, ma di nuovo fallisce la mira. Non è di qualcuno che decida per tutti, infatti, che abbiamo bisogno, ma di spazi in cui ci sentiamo liberi di decidere insieme.

La comunicazione tossica di Giorgia

Il discorso di Giorgia Meloni all’assemblea nazionale della Cisl è, insieme, un proclama politico e un modello di comunicazione. In esso, infatti, non c’è solo l’investitura della Cisl come sindacato amico e la conferma della Cgil come principale avversario. C’è anche un sapiente uso di diversi registri comunicativi ed emotivi in grado di alimentare la polarizzazione ideologica e affettiva dei suoi sostenitori.

Svezia: dopo la strage, la fiera dell’ipocrisia

Forse non sapremo mai perché il 4 febbraio, in Svezia, in una scuola per adulti, un giovane, isolato e senza lavoro, ha ucciso dieci persone (in gran parte migranti) e infine sé stesso. Ma sappiamo che il fatto e la sua (probabile) motivazione razzista rappresentano una sconfitta per la società svedese, impegnata nel sostituire il welfare con una deriva securitaria.

Le politiche migratorie della destra: deportazioni e arroganza

Le deportazioni in Albania di richiedenti asilo provenienti da paesi definiti “sicuri” sono il simbolo delle politiche migratorie della destra. Fino ad ora i giudici, applicando il diritto europeo, non le hanno avallate. Il Governo ha cercato di incidere sulle decisioni cambiando i giudici. Ma questi hanno continuato ad applicare la legge: cosa intollerabile per il Governo, che grida allo scandalo.

Askatasuna, No Tav e le nuove frontiere della repressione

La Procura di Torino contesta a 16 militanti di Askatasuna e no Tav il reato di associazione a delinquere per commettere atti di resistenza a pubblici ufficiali. I ministeri degli interni e della difesa chiedono agli stessi militanti risarcimenti milionari per le attività info investigative e di tutela dell’ordine pubblico e per danni di immagine. C’è da non crederci, eppure sono le nuove frontiere della repressione.

Riformare la giustizia o scardinare la democrazia?

Si scrive “primo via libera alla riforma costituzionale della separazione delle carriere dei magistrati”. Ma, in realtà, di quella separazione (peraltro già in atto), neppure si parla. I temi sono altri: la duplicazione dei Consigli superiori, l’Alta corte di giustizia, la composizione e il sorteggio dei loro membri. Tutti strumenti per indebolire l’indipendenza di giudici e pubblici ministeri e l’equilibrio dei poteri.

La metamorfosi della città: dall’accoglienza alle zone rosse

Una della caratteristiche storiche delle nostre città era l’accoglienza dei pellegrini, dei migranti, dei poveri, dei malati e la costruzione degli edifici loro destinati era affidata a grandi architetti. In epoca moderna la situazione è ribaltata: cacciati o respinti i migranti, murate e riempite di zone rosse le città, la fortezza Europa mostra il suo volto più spietato e feroce, dimenticando anche la memoria dell’ospitalità.

Alla canna del gas

Aldilà del trionfalismo di facciata, l’inadeguatezza della legge di bilancio è conclamata: meno soldi agli enti locali, finanziamento insufficiente per sanità e istruzione, innalzamento dell’età pensionabile, nulla per compensare gli aumenti di luce e gas. I posti di lavoro in più sono quelli nei servizi, precari e sottopagati. In compenso cresce la spesa per armamenti e aumenta la sudditanza alle richieste degli Stati Uniti.