Il 2024 e la fine del sogno europeo

Tra le molte cose negative che il 2024 ci lascia in eredità c’è la fine dell’Europa come l’avevamo immaginta, anzi la fine dello stesso sogno europeo. La crisi era evidente da tempo, ma il procedere della guerra l’ha fatta precipitare trasformando l’Europa da garante di pace in fonte di guerra e rendendola irriconoscibile. Si apre così una nuova stagione piena di incognite. Se una sinistra esiste, ad essa spetta guidarla e gestirla senza timore di aprire conflitti.

Processo Open Arms: ai confini del diritto

Il fatto è pacifico, anzi rivendicato. Salvini, da ministro dell’interno, ha impedito lo sbarco di 147 migranti salvati in mare, attentando così alle loro libertà fondamentali. Ugualmente pacifico è che, in un sistema democratico, la discrezionalità politica si ferma di fronte alla lesione di diritti tutelati dalle leggi e dalla Costituzione. Per questo non convince l’assoluzione dei giudici di Palermo, forse intimiditi dagli attacchi della destra.

Meloni, l’amerikana

Con artifici verbali e molta demagogia la presidente del Consiglio cerca di tenere insieme un postfascismo ruggente e una servile subalternità all’establishment italiano e statunitense. Così, concludendo la festa, genuinamente fascista, di Atreju, attacca Romano Prodi contestandogli di avere condotto l’Italia nell’euro: unico fatto che consente oggi una qualche, seppur esile, indipendenza dell’Europa dagli Stati Uniti.

La buonuscita di Tavares non è un destino

La buonuscita multimilionaria di Tavares mette a nudo le incongruenze del sistema. Una tassazione adeguata attenuerebbe lo scandalo. Ma non è quella attuale. Anzi, tutti, a destra e a sinistra, parlano di ridurre le tasse. Per questo l’indignazione della politica di fronte a buonuscite e retribuzioni dei tanti Tavares è ipocrita, strumentale e non credibile. Quando capirà, la sinistra, che il suo ruolo è togliere ai ricchi per dare ai poveri?

La solidarietà non è reato

Qualche volta una buona notizia. È accaduto il 20 novembre a Torino. La Corte d’appello ha assolto, per avere agito in stato di necessità, 19 ragazze e ragazzi, per lo più anarchici, che per oltre due anni hanno accolto migranti in una casa occupata a Oulx, Valsusa, sul confine con la Francia. Poi lo sgombero e le misure cautelari. Ora, finalmente, un giudice ha detto quel che dovrebbe essere ovvio: salvare vite non è un reato.

I crimini di Netanyahu, il diritto, la comunità internazionale

Il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu per crimini di guerra e contro l’umanità suggella una serie di interventi univoci delle Corti internazionali che hanno dichiarato l’illegalità delle politiche di Israele nei confronti dei palestinesi. Il diritto ha fatto la sua parte. Sta ora ai membri della comunità internazionale decidere se schierarsi dalla parte della legalità o dell’illegalità.

Trump

Trump. C’è della logica in questa follia

Trump ha vinto a mani basse, per gli errori della coppia Biden-Harris, ma soprattutto per almeno tre ragioni di fondo: perché gli Stati Uniti sono una potenza in declino; perché gran parte della classe media si sente declassata; perché un numero enorme di elettori si sente ingannato, da tutti. E, per paradosso, ha votato il principe dell’inganno, il mentitore seriale che però, praticando forme estreme di eccesso, appare alla fine meno ipocrita degli altri.

Il “paese sicuro” dove è stato torturato e ucciso Giulio Regeni

Nonostante le smentite dell’Unione europea e dei giudici, il Governo insiste nella “campagna d’Albania” per rimpatriare i richiedenti asilo con procedura accelerata. Ora ci prova con un decreto legge ma anche così non può stabilire che paesi come l’Egitto devono essere considerati “sicuri”. Meloni non se ne abbia a male: i magistrati applicando le regole europee dovranno continuare a dire “che l’asino non vola”.

E se la via d’uscita fosse la legge elettorale proporzionale?

Lo strapotere del Governo è la cifra del nostro sistema ed è la causa del suo deterioramento. L’introduzione del premierato non farebbe che confermare quanto già di distorto vi è nella prassi. Per restituire credibilità al sistema occorrerebbe ripristinare un sistema elettorale proporzionale senza correttivi. Una legge elettorale proporzionale non sarebbe, in sé, salvifica, ma potrebbe esserlo l’idea di società che porta con sé.

Lega: la strada che porta da Bossi a Salvini

Nella sua evoluzione la Lega è passata dall’astio per i “terroni” all’odio per neri e mussulmani e, infine, alla teoria della “sostituzione dei popoli”. Umberto Bossi e Matteo Salvini hanno fiutato e sfruttato per primi le opportunità politiche date dalle emozioni indotte dagli stravolgimenti strutturali in atto. E hanno portato l’Italia, per la seconda volta, a fare da apripista dell’involuzione autoritaria che percorre tutto l’Occidente.