Un Vivaldi non fa “Primavera”

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In Italia è frequentissimo il caso di registi cinematografici che si cimentano nella regia di opere liriche, a partire dal grande melomane Luchino Visconti fino a Bolognini e, in tempi recenti, ai nomi più disparati, tra Martone, Avati e Argento. Molto più raro è il caso contrario e sicuramente in questo senso il precedente più significativo è quello di Franco Zeffirelli, al quale oggi si aggiunge Damiano Michieletto, che esordisce al cinema con Primavera, ispirato al romanzo Stabat mater (2009) di Tiziano Scarpa.

Entrambi approdati al cinema dopo aver raggiunto un successo internazionale in campo operistico, Zeffirelli e Michieletto sembrano imparagonabili: tanto tradizionalista il primo, quanto discusso e provocatorio il secondo. Stupisce allora che Michieletto apra la sua carriera cinematografica quasi riallacciandosi idealmente a uno degli ultimi film di Zeffirelli, il verghiano Storia di una capinera (1993): entrambe storie in costume di fanciulle rinchiuse in convento, vittime di un amore negato.

Nel caso della protagonista di Primavera, Cecilia (la brava Tecla Insolia, purtroppo già abbonata alle parti di fiera orfanella), l’amore negato è quello della madre, che l’ha abbandonata neonata al Pio Ospedale della Pietà di Venezia, dove alcune ragazze vengono istruite nella musica, le cosiddette “figlie di coro”, e hanno come maestro Antonio Vivaldi (un efficace Michele Riondino, degno di miglior causa). Una storia potenzialmente strappalacrime, com’era il film di Zeffirelli, ma, visto che i tempi sono cambiati e il pubblico è più smaliziato, viene trasformata dalla sceneggiatura in una storia di riscatto e orgoglio femminile: a detta dello stesso regista, «il personaggio di Cecilia riecheggia nei percorsi d’emancipazione delle ragazze d’oggi».

Si tratta purtroppo di una strada battuta e ribattuta e tra l’altro, così facendo, il nucleo del film diventa pericolosamente simile a quello di Gloria! (2024) (www.raiplay.it/video/2025/12/Gloria-3cde0226-0541-4b52-84a8-50e3e1658b5d.html ) di Margherita Vicario, pressoché identico per ambientazione e premiato nella scorsa stagione cinematografica con vari David di Donatello. Dedicato «a tutte le compositrici che, come fiori messi a seccare, sono rimaste nascoste tra le pagine della storia», Gloria! è un film forse non migliore di Primavera, ma che appare almeno più sincero e sentito, fosse anche solo per il fatto che la regista stessa è una musicista, così come una delle interpreti principali, Veronica Lucchesi del gruppo “La Rappresentante di Lista”.

Al netto di questa sensazione di déjà vu, c’era bisogno di Primavera? Al di là della bravura degli attori protagonisti e di un’indubbia cura nell’ambientazione e nella fotografia di Daria D’Antonio, si tratta di un film che non solo vuole rivolgersi a un pubblico relativamente ampio e internazionale (e fin qui nulla di male), ma che non fa che assecondarne il gusto, dandogli esattamente quello che si aspetta. Forse, inaspettatamente, Zeffirelli non è tanto lontano e deve saperlo molto bene Michieletto stesso, che ha già messo le mani avanti dichiarando: «per il prossimo film spero di osare quello che qui non ho potuto osare, con un linguaggio più approfondito e una storia che abbia una sua piena autenticità».

Gli autori

Francesca Marcellan

Francesca Marcellan vive a Padova, lavora presso il Ministero della Cultura e scrive di arte, soprattutto nei suoi aspetti iconologici. Sulla scorta di Morando Morandini, va al cinema "per essere invasa dai film, non per evadere grazie ai film". E quando queste invasioni sono particolarmente proficue, le condivide scrivendone.

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18 Comments on “Un Vivaldi non fa “Primavera””

  1. Ho visto il film e condivido quanto scritto, compreso il confronto con”Gloria”.
    Bravi gli attori, bella fotografia, Venezia è sempre Venezia…un piacevole pomeriggio al cinema. Vivaldi nel film è un Vivaldi “insolito “sarebbe stato bello scoprire altro…

  2. Sono voce molto fuori dal coro lo so, tutto perfetto: regia ambientazione, attori, colonna sonora, ma meglio sarebbe ribadire più volte liberamente tratto dal libro Stabat Mater, dove solo da lontano appare la violenza e la cruda fisicità del film.
    Un unico pensiero: siamo un mondo in decadenza che necessita anche per la musica del passato un abbinamento alla crudeltà , alle immagini dure e violente.
    Di questo sembra si senta ormai sempre più la necessità, io, per quanto posso, cerco di trasmettere ai giovani una visione differente della musica, che sia foriera di bellezza e di serenità.

  3. Credo che sia un bel film: fotografia, regia, costumi, scenografia, musica… Bravissimi gli attori! Si somiglia a Gloria, ma che problema c’è? Ben vengano i film in costume che ci ricordano i nostri grandi musicisti e la contrapposizione tra gli aristocratici e i popolani. Poi credo che la critica sia troppo severa con i film italiani!

  4. Ho visto PRIMAVERA e non ho visto GLORIA.Ho apprezzato tutto del film compreso la chiave di interpretazione della condizione delle ragazze.Ritengo che,soprattutto ora,si abbia bisogno di film che attivino i sentimenti

  5. Anch’io non ho visto ma ho apprezzato molto “Prmavera” sotto ogni aspetto, primo fra tutti la scelta azzeccatissima dei protagonisti, bravissimi. Ho la sensazione che ci sia un po’ la tendenza a ipercriticare i film italiani in cui figurano determinati attori/registi… spero di sbagliarmi.

  6. Come il maestro Muti non si stanca di ripetere la musica per secoli vanto del nostro paese oggi è una vera cenerentola. Ben venga dunque un film dedicato a un grande compositore del passato, , figura preminente del tardo barocco europeo

  7. Film bellissimo
    bando alle ciance
    delicato intelligente con attori eccezionali e una regia e fotografia perfetta. Non ci sono sdolcinature in nessun momento. !!! Il racconto è fluido intenso e drammatico come la storia che racconta

  8. Splendida la scena di quando nel risveglio della natura le orfanelle escono e vengono come rapite dallo splendore della nuova stagione. Indirettamente ipotizza come il prete rosso possa essere stato ispirato per la sua composizione.

  9. Ho visto sia Primavera che Gloria! Devo dissentire dalla brava Marcellan. Gloria! narra una storia al limite dell’inverosimile con situazioni che difficilmente sarebbero potute accadere ad inizi del 1800 (Un papa che assiste ad un concerto in una piccola chiesa, orfane che sembrano femministe degli anni 70, musica che sembra composta per anni 2000, e non anticipatrice del romanticismo come mi sarei aspettato dalla Vicario). Primavera sembra più dentro il contesto di fine 700, oltre che sua la sceneggiatura risulta più credibile e senza il lieto fine un po’ mieloso di Gloria!

    1. Sono pienamente d’accordo! Non c’è confronto, Primavera decisamente superiore a Gloria, anche per la qualità degli attori. In genere non amo i film italiani, ma questo è veramente affascinante per tutto!

  10. Non ho visto “Gloria!” quindi non posso cogliere i citati parallelismi, ma a me il film di Michieletto è piaciuto molto, per costumi, ambientazione, attori, personaggi, come detto già sopra, ma anche perché, a dispetto del titolo, decide di raccontare, anche musicalmente, non il Vivaldi “mainstream” (permettetemi il termine) de “Le Quattro Stagioni” (la cui composizione, cronologicamente successiva agli eventi del film, viene solo accennata), ma un Vivaldi “del quotidiano”, alle prese, come molti musicisti ancora per tutto il ‘700, con il dover comporre pezzi di musica di domenica in domenica per il semplice fatto di dover “campare”.

    Il tema dell’emancipazione femminile è chiaramente figlio dello spirito del nostro tempo ed è interessante nel modo in cui offre uno scorcio della condizione di queste ragazze negli orfanotrofi del tempo, ma paradossalmente l’ho trovato più “scontato”, quasi a voler blandire la sensibilità a noi contemporanea, nel finale: avrei trovato di significato molto più forte che la libertà della ragazza si realizzasse nella piena espressione del suo talento, cioè nella musica, che non nel più banale scenario in cui lei scappa da tutto e da tutti e trova genericamente “la libertà”, checché ciò voglia dire (con il rischio assai più probabile, a voler essere realisti e a volersi calare nella Venezia del tempo, di trovarsi a fare la prostituta).

    1. Concordo su tutto, anch’io non avendo visto “Gloria!”.
      Ho apprezzato ambientazione, delicatezza, recitazione, interventi musicali, e verosimiglianza storica della narrazione, ma (non ho letto il libro da cui è tratto) il finale sembra anche a me un po’ vuoto e senza senso logico, oltre a trovare crudele oltre ogni limite la vendetta del nobile preso in giro, impersonato da Accorsi.
      Ho trovato molto ben descritti e approfondito i personaggi principali, Vivaldi e la violinista, tanto quanto un po’ mal risolto il personaggio della istruttrice, prima severa e crudele e poi inaspettatamente intenerita al punto di aiutare la fuga, però fuga verso dove non si sa, e si può solo immaginare il peggio.
      Comunque nell’insieme un bel film, godibile, equilibrato, interessante.

  11. Ho visto entrambi i film e benché abbiano delle somiglianze “Primavera” è un film molto più curato e approfondito. Tutto bene fino alla scena finale quando la violinista scappa perché vuole essere libera. Mi sono sentita tradita: come si può pensare che a quei tempi una ragazza sola senza famiglia possa davvero emanciparsi?

    1. Sono d’accordo con lei Olga! Inverosimile, se non nell’ottica di un prodotto che deve piacere al pubblico odierno e internazionale. Purtroppo rilevo che, pur essendo liberamente tratto da Stabat Mater, come precisato, ne ha perso gli aspetti più poetici e veri.

  12. Ho visto entrambi i film , concordo in pieno con quello che ha scritto Marcello, entrambi i film belli e piacevoli. Il finale di “Gloria” inverosimile.

  13. Perché non dire che finalmente un film come questi di forti sentimenti dove si parla di Romanticismo del nostro periodo italiano
    Riondino da sempre lo colloco tra i migliori attori italiani degli ultimi anni

  14. Tecnicamente perfetto,e già questo è raro e significativo.Prove attoriali,ritmo,coinvolgimento tutto misurato e convincente.Riondino forse fuori fuoco su questo personaggio,ma sono dettagli.Almeno da candidare a qualche riconoscimento

  15. Gloria con musiche impossibili nel periodo storico narrato, situazioni caricaturali esagerate, scontato nella parte melodrammatica. Potenzialmente bello ma cede in più punti.
    Quanto ho respirato aria di rappresentazione non scontata in Primavera…

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