Meloni

Meloni a Rimini – Il trionfo dell’ambiguità

Meloni al meeting di Rimini non ha compiuto nessuna svolta in senso moderato come suggeriscono molti commentatori mainsteam, ma ha confermato la tipica ambiguità che da sempre ha caratterizzato la sua parte ideologica. La medesima ambiguità, d’altra parte, del suo pubblico di CL, setta sempre in bilico tra mistica e affari, con questioni ricorrenti con la Giustizia. Il suo lungo discorso infarcito di trucchi comunicativi non supera un serio fact-checking.

Milano, secondo atto

Dopo la bufera giudiziaria, l’establishment milanese, la sua politica e i suoi media corrono ai ripari. Ci vuole un cambiamento, purché sia solo apparente. Si parlerà un po’ di più di coesione sociale, di situazione delle periferie, di problemi dell’abitare: una riverniciata per continuare come prima. Eppure quel che occorre non è un “secondo atto” della stessa politica. Bisogna cambiare spettacolo, regista e compagnia.

Ma dove vanno i milionari

Il primo ministro francese François Bayrou accusa l’Italia di “dumping fiscale”, cioè di offrire una tassazione eccessivamente favorevole per attrarre contribuenti stranieri. Il Governo italiano si scandalizza ma, in effetti, per gli stranieri ricchi che si trasferiscono in Italia è prevista una tassa forfettaria di 200 mila euro all’anno. La conseguenza è che siamo al terzo posto tra le mete dei ricchi che vogliono cambiare nazione di residenza.

Per una Carta dei Diritti della Natura

La natura è oggetto di diffusa riscoperta, ma prevale un turismo mordi e fuggi che contribuisce a trasformarla in un grande luna park in cui è impossibile, per l’uomo, colloquiare con pietre, piante o animali. Per salvaguardarne un’autentica fruizione, a beneficio nostro e delle generazioni future, è necessario instaurare, con essa, un rapporto non mercificato, capace di attenzione alla società che con essa si interseca.

Quanto è duro “L’ultimo turno” dell’infermiera Floria

Un film incalzante che segue il turno di lavoro di un’infermiera ospedaliera, riuscendo nella difficile impresa di essere al tempo stesso rigoroso e avvincente. Oltre a renderci consapevoli del problema globale della carenza di personale infermieristico, la regista Petra Volpe riesce a restituire umanità a una figura che, quando siamo nei panni di pazienti, rischiamo di ridurre alla pura funzione di cura.

Gaza, l’Ucraina e la sinistra: gli abbagli di MicroMega

C’è chi – da ultimo MicoMega – critica la mancanza, nel popolo di sinistra, di una mobilitazione in favore dell’Ucraina analoga a quella per la Palestina. Sfugge, a questa critica, l’abissale differenza tra un genocidio scientificamente praticato e una guerra, pur cruenta e ingiustificabile. E sfugge la necessità, per l’Ucraina, di un’iniziativa di pace e non di un sostegno purchessia funzionale alla prosecuzione della guerra.

Hemley Boum, Il sogno del pescatore (E/O, 2025)

Un romanzo intenso in cui, attraverso tre generazioni, si racconta di una crescita senza progresso e dello sradicamento che produce e si riflette sul bisogno di ricostruire la propria identità attraverso un percorso di riconciliazione con la propria storia. Indimenticabili i personaggi del pescatore Campo e di suo nipote Zack e soprattutto le figure femminili di Yalana, Dorothée, Nella e Juliette.