improvvidenza

L’uomo dell’improvvidenza

La morte di Silvio Berlusconi ha scatenato nel nostro establishment politico, giornalistico e persino sindacale un’ondata apologetica non facilmente comprensibile, che cancella la reale natura del suo operato. Perché Berlusconi, a guardare i fatti, ha in realtà incarnato i peggiori vizi di un’Italia moralmente fragile e politicamente arresa all’arroganza del potere. Gli onori da eroe nazionale che gli verranno tributati sono il segno di questa improvvidenza.

Guardare negli occhi il colore della sconfitta

La sconfitta della sinistra ha una dimensione europea: anche per questo è illusorio pensare che bastino dei cambiamenti di leadership nazionali per invertire la tendenza. Intanto, la guerra incombe con effetti profondi sul vissuto delle persone e sugli scenari politici. Possibile che i socialisti e i democratici europei non mettano in agenda una riflessione comune sulla crescente inadeguatezza della loro offerta politica?

Firenze, città operatrice di pace: che fare oggi?

Sono passati più di 30 anni da quando il Consiglio comunale dichiarò Firenze “città operatrice di pace”. Cosa resta di quella stagione? E, soprattutto, che fare oggi? Alcune idee: programmare un Forum permanente per la Pace e, per intanto, organizzare un incontro internazionale per riproporre con forza il cessate il fuoco in Ucraina. All’insegna delle parole di padre Balducci: “Se vuoi la pace, prepara la pace”.

È vietata la tortura

Il XIX Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia prosegue una tradizione ultraventennale, all’insegna del principio fondamentale secondo cui la pena non deve mai consistere in trattamenti contrari al senso di umanità: per tutti e per tutte, senza eccezioni. Nella consapevolezza che non possiamo “usare” il carcere per risolvere i conti che non ci piacciono all’esterno.

La scuola tra interventi educativi e cani poliziotto

Una scuola superiore, un allarme antincendio, controlli antidroga nelle aule, un professore censurato per aver denunciato l’accaduto su Facebook. È solo uno dei blitz delle forze dell’ordine in aule scolastiche alla ricerca di droga. Contro ogni evidenza educativa. Perché, come dice un preside: «Non sopporto l’idea che un cane punti un ragazzo, mi ricorda brutte cose del passato… Preferisco puntare su psicologi, educatori, tutor».

Stati Uniti: ancora una volta la crisi la pagano i poveri

L’accordo per salvare gli Stati Uniti dal default per lo sfondamento del tetto del debito è stato raggiunto. Il risultato però, per quanto celebrato da Biden come una grande vittoria per tutti, rappresenta ancora una volta una sconfitta per gli americani più deboli a tutto vantaggio di quelli più ricchi. I vincitori (scontati) di questo impasse sono innanzitutto i rappresentanti della potentissima lobby delle armi.

Guardiani, lupi, lupetti: una metafora del presente

Accade nella nostra politica. I lupi, usciti dal recinto, si sono fatti guardiani. E oggi quelli che avrebbero dovuto vegliare sulla democrazia, dal più grande al più piccolo, anziché mostrare vergogna per la loro irresponsabile leggerezza, glissano, si mostrano increduli, si nascondono, scivolano via, sfuggono alle loro responsabilità e alle loro colpe, tirandosele addosso l’un l’altro.