Il lutto per Berlusconi e il servilismo di Università e giuristi

La vergogna del lutto di Stato per la morte di Silvio Berlusconi ha visto le Università silenti e ossequiose. Ha “disobbedito” solo l’Università per Stranieri di Siena, determinando le reazioni scomposte dei “clienti” del cavaliere di Arcore a cui si sono uniti alcuni intraprendenti giuristi che, incuranti del comune senso del ridicolo, hanno chiesto che il rettore della Stranieri sia perseguito penalmente per la sua indipendenza.

Un’omelia fuori luogo

Incredibile omelia quella dell’arcivescovo di Milano per i funerali di Silvio Berlusconi: un inno alla autorealizzazione edonistica insofferente di ogni vincolo etico e sociale. Nessun cenno agli altri, in particolare agli ultimi e ai penultimi. Era lecito attendersi ben altro, nella tradizione di S. Ambrogio: un pietoso affidamento espresso con parole come «È un uomo e ora incontra Dio».

Migranti. Respingere significa uccidere

Dobbiamo ripeterlo: le singole morti, i singoli naufragi non sono altro che i tasselli attraverso cui si attua una politica concordata tra i Governi dell’Occidente. Per noi, per i nostri Governi i migranti sono, nel migliore dei casi, cioè se muoiono nel viaggio, dei vuoti a perdere; nel peggiore, cioè se malgrado tutto arrivano, dei sovversivi che accampano un diritto da noi quotidianamente calpestato: il diritto a vivere.