Requiem

Berlusconi – Requiem per noi stessi

La smodata celebrazione di Silvio Berlusconi seguita alla sua morte è il segno funesto del declino di questo Paese, gravemente ammalato di amnesia e di servilismo, incapace di distinguere tra vizio e virtù, con una società sfarinata e una classe dirigente degradata. Quei tre giorni di follia sono stati una sorta di autopsia a cielo aperto che ha rivelato a noi stessi ciò che siamo diventati dopo un trentennio di berlusconismo. Un nuovo capitolo nero dell’autobiografia della nazione.

La sinistra che perde (riflessioni a margine della morte di Berlusconi)

La scomparsa della sinistra nell’epoca del trionfo del capitalismo ha molte cause. Tra queste ce n’è una, evidenziata dall’accettazione supina del lutto nazionale per la morte di Berlusconi, che si potrebbe definire “servitù volontaria”. È tempo di capire che la sinistra non può limitarsi a combattere l’ingiustizia, ma deve combattere gli ingiusti.

Fare memoria

Cosa significa fare memoria in modo propositivo e non semplicemente declamatorio? Significa trasmettere un sistema di valori, di idee, di modi di agire in grado di orientare nelle scelte e di guidare a riconoscere e denunciare i carnefici e gli indifferenti nel mondo. A ciò sono funzionali esperienze di comunità che mettano in dialogo realtà e persone che provano a farlo, ogni giorno, opponendosi alla barbarie.

Il ministro Crosetto e il dirottamento inventato

Il 9 giugno un tweet del ministro Crosetto ha elogiato i militari intervenuti poco prima sulla nave Galata Seaways al largo di Napoli “sventando un dirottamento”. «Bravi!», l’icastica conclusione del ministro. Peccato che, come accertato dalla Procura di Napoli, non ci sia stato nessun dirottamento e i “dirottatori” fossero dei migranti che cercavano di uscire dalla stiva! Restano le imbarazzanti foto dell’intervento…