La corsa al riarmo, un po’ di storia per capire dove si va

Fino ai primi anni ’90, le forze armate italiane hanno mantenuto un’impostazione sostanzialmente difensiva, pur all’interno della Nato, con leva obbligatoria e un livello di spesa relativamente basso. Ma già nel 1993 l’obiettivo è cambiato: dalla difesa da eventuali aggressioni alla “difesa degli interessi italiani, ovunque nel mondo siano minacciati”, così preparando la svolta attuale in cui la guerra è all’ordine del giorno.

La guerra in Ucraina: retorica e realtà

Continua a circolare, a sinistra, l’idea che la guerra in Ucraina sia una nuova Resistenza, con gli europei in veste di sostenitori dei resistenti, come gli anglo-americani con i partigiani. Non è così. Questa guerra, come quasi tutte le guerre, è una tragica scelta di governi e non di popoli e l’unico insegnamento che se ne può trarre è che bisogna farla finire al più presto e che costruire la pace è l’unico obiettivo ideale.

Aggredire l’Iran è meno grave che aggredire l’Ucraina?

Bisogna chiamare le cose con il loro nome. L’attacco degli Stati Uniti e di Israele nei confronti dell’Iran è un’azione brutale e ingiustificata, un atto di aggressione ai sensi dell’art. 2 della Carta dell’ONU, un crimine internazionale ai sensi dell’art. 5 dello Statuto della Corte penale internazionale. Eppure l’Italia e l’Europa, che pure si sono stracciate le vesti per l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, tacciono.

La guerra uccide e corrompe

La guerra in Ucraina sta evidenziando una corruzione sistematica, con profitti che irridono popolo e soldati. Da entrambe le parti. Dapprima emersa sul versante russo in forme finanche grottesche (oggetto di pesanti ironie degli uomini di Zelenskyj), è poi divampata in Ucraina, rivelando tangenti fisse su ogni fornitura militare e arricchimenti spropositati (fino a bagni in oro) di pochi oligarchi). È la guerra, bellezza!

La guerra e la costruzione del nemico

La costruzione del nemico è da sempre una strategia fondamentale nelle guerre, impiegata indifferentemente da aggressori e aggrediti, paesi democratici o autocratici e, naturalmente, dai media schierati dalla parte dei governi. Un ruolo importante in essa ha l’evocazione di armi segrete, poco importa se vere o presunte (come emerso clamorosamente nel 1993 in Iraq). Non sfugge alla regola l’attuale guerra in Ucraina.

Lo spettro russo e la cecità dell’Europa

In Ucraina una pace giusta è possibile. Con alcuni punti fermi: l’indipendenza politica e militare dell’Ucraina sorretta da specifiche garanzie, la russizzazione delle province separatiste, uno statuto speciale per la Crimea. L’alternativa è l’autodistruzione dell’umanità. Ma gli europei, invece di spingere i due nemici a negoziare e a stabilire un equo compromesso, contribuiscono all’escalation del conflitto.

Ucraina. Dare un’opportunità alla pace

Con il “piano di pace” proposto da Trump e le sue successive modifiche si è aperta un’opportunità per porre fine all’inutile strage che insanguina la frontiera est dell’Europa. Invece di esultare, le cancellerie occidentali e i vertici UE hanno avuto una reazione stizzita e hanno cominciato a remare contro. Eppure l’alternativa è chiara: o si pone fine stabilmente al conflitto oppure il futuro è la guerra tra Russia e Occidente.

Le condizioni per tornare a parlare di socialismo

La sconfitta del movimento operaio organizzato alla fine del secolo scorso è stata provocata da due processi convergenti: il successo incontrastato del capitalismo in Usa e Gran Bretagna e il crollo dell’Unione Sovietica. La Sinistra non lo ha capito o lo ha rimosso. Ma, per tornare a parlare di “socialismo” in un mondo attraversato dalla fine del primato Usa e dall’affermarsi di nuovi attori, con quei processi occorre fare i conti.