Trump: la regola del cinismo

Per l’attuale governo statunitense l’empatia è un sentimento da sradicare e rimuovere nell’Occidente. La filosofia di Trump prevede, infatti, come regola, il cinismo, l’esercizio spietato della forza, scevro da ogni umana pietà. Dal deportare gli immigrati al sedare le rivolte con l’esercito, dalla sottovalutazione della tragedia ucraina al sostegno al Governo di Netanyahu che compie stragi a Gaza e attacca l’Iran.

Il 13 giugno è iniziata la Terza guerra mondiale?

Non sappiamo se sarà Israele a portarci alla Terza guerra mondiale. Certo, con l’attacco all’Iran, ce la sta mettendo tutta. Ma l’attacco non è stata un’azione decisa in solitudine: Israele non fa nulla senza l’appoggio di Washington, che lo ha sostenuto anche sotto il profilo tecnico-logistico. L’incertezza è sul ruolo di Trump: sponsor principale dell’operazione o estromesso dal partito della guerra apparato militar-industriale Usa?

Stati Uniti: senza re e senza tiranni

Con una singolare iniziativa molti cittadini statunitensi residenti o dimoranti all’estero di sono uniti alle proteste in atto in patria contro la deriva autoritaria impressa dal presidente Trump. “Rifiutiamo – è il messaggio diffuso – di allinearci a queste politiche totalitarie e dittatoriali di censura, discriminazione e crudeltà, perché stanno smantellando e avvelenando la democrazia”.

Israele / Iran. La tigre della guerra è uscita dalla gabbia

Israele, bombardando l’Iran, ha provocato l’uscita dalla gabbia della tigre della guerra. Sarà difficile farla rientrare, anche perché sono gli stessi domatori – Stati Uniti e Unione europea – ad averla provocata, dando una nuova picconata al diritto internazionale. Superfluo dirlo, l’Occidente sta avallando una logica bellica e di sterminio che non porterà a un nuovo ordine in Medio Oriente ma a un’altra stagione di destabilizzazione.

Stati Uniti: come finisce una democrazia

Trump invia a Los Angeles la Guardia nazionale e i marines per soffocare la protesta sociale contro le deportazioni dei migranti. Non è solo la forma più estrema di repressione del dissenso. È anche il tentativo di eliminare l’ultima resistenza contro l’assunzione, da parte sua, di un potere assoluto (a cui non sono riusciti a opporsi efficacemente né il congresso né i giudici).

L’Occidente e l’apartheid: Trump e non solo

Trump vieta agli studenti stranieri l’iscrizione ad Harvard e, contemporaneamente, accusa il presidente del Sudafrica di praticare l’apartheid nei confronti dei bianchi. È la punta dell’iceberg di un comportamento assai diffuso in Occidente: praticare politiche di segregazione e di controllo di interi gruppi etnici e sociali e, nello stesso tempo, presentarsi come vittime. È la politica del neo-capitalismo.

Trump all’attacco del clima e del pianeta

La guerra di Trump contro il complesso della tutela ambientale è in pieno svolgimento e già è stato emesso il 60% delle prescrizioni previste al riguardo nel suo Project 2025. In una furia devastante vengono cancellate le regole a tutela di aria, acqua, paesaggio, foreste, fauna selvatica in via di estinzione e, insieme, vengono smantellati gli uffici pubblici preposti alla loro tutela. Ma qualche timida reazione si comincia a intravedere.

Stati Uniti: arrestati per dissenso!

Negli Stati Uniti lo scontro tra il presidente Trump e il sistema di regole che disciplina i rapporti tra i poteri ha raggiunto livelli inauditi. Da ultimo, il rifiuto di collaborare con il governo nella caccia ai migranti ha provocato l’arresto di un sindaco e di un giudice e il taglio dei fondi federali ai comuni renitenti. La più antica democrazia del mondo sta subendo una virata autoritaria in cui nessuno può più sentirsi al sicuro.