Per la Palestina, leggendo Paola Caridi

Parlare di Palestina – ancora – è necessario, per i palestinesi e per noi: perché il genocidio non è terminato e non si fermano le violenze in Cisgiordania; perché il “piano di pace” di Trump e dell’Onu è espressione del colonialismo più classico; perché la Palestina è un laboratorio di disumanizzazione in cui si disconoscono le peggiori atrocità e si annulla la dignità delle persone. Ci aiutano a farlo due libri di Paola Caridi.

Cop 30, a Belém nulla di fatto

Il cambiamento climatico sta mandando il nostro pianeta alla deriva. Eppure nessun passo avanti si è fatto alla Cop 30 di Belém in Brasile. Di ciò portano gravi responsabilità gli Stati Uniti di Donald Trump, impegnato, tra gli applausi dei suoi cortigiani, nella lotta a favore, e non contro, i cambiamenti climatici. Ancora risuona il suo invito scellerato a estrarre sempre più gas e petrolio. Intanto il mondo ha altre preoccupazioni: il riarmo e le guerre.

“No kings” a Chicago: prove di sciopero generale

“Chiedo ai neri, ai bianchi, ai marroni, agli asiatici, agli immigrati, ai gay di tutto il paese di alzarsi in piedi. Resisteremo agli attacchi alla democrazia di Donald Trump e faremo pagare (ai ricchissimi) la giusta quota di tasse per finanziare la nostra scuola, i posti di lavoro, l’assistenza sanitaria, i trasporti”. Così il sindaco di Chicago nella manifestazione “No Kings” del 18 ottobre, in cui ha prospettato l’idea di uno sciopero generale.

Trump: premio Nobel per la guerra

Il premio Nobel per la pace a Trump sarebbe stato un’offesa intollerabile. Ma resta il fatto che se ne è parlato. Incredibilmente. Non solo per la storia dell’uomo, ma anche per i suoi comportamenti di questi giorni, con la riapertura di scenari di guerra in Sud America e nelle stesse città degli Stati Uniti, con l’esercito schierato in funzione di “ordine pubblico”. Fatti che meriterebbero un Nobel per la guerra.

Un insulto alle vite dei palestinesi

L’interrogativo è se quello di Trump è un piano di pace o per proseguire la guerra. Il dubbio ci assale per una frase inquietante pronunciata dal presidente americano in sintonia con Benjamin Netanyahu: se Hamas rifiuterà il piano, Israele avrà «il sostegno totale degli Stati Uniti» per proseguire la sua guerra. Non solo, ma il piano è un insulto a ogni principio del diritto internazionale e affossa ogni embrione di Stato palestinese.