Trump e non solo: e se fosse un problema di stupidità?

Quando ascolto i discorsi di politici e giornalisti che tentano di interpretare i comportamenti di Trump mi scoraggio. Qualsiasi interpretazione sembra giusta e, insieme, sbagliata. Ma poi mi chiedo: e se fosse stupidità? Tutto sarebbe più naturale e conseguente. Perché la stupidità è pericolosissima e può essere furba. Se la si provoca, poi, brucia sul rogo, getta nelle segrete, rinchiude in ospedali psichiatrici gli oppositori.

Il Minnesota come Weimar: gli Usa e lo Stato di diritto

Gli Stati Uniti, nati da una promessa di libertà ma attraversati da una violenza antica, si scoprono esposti a rischi elevati di tenuta democratica. Il Minnesota è la cartina di tornasole e il laboratorio dell’inversione di rotta impressa da Donald Trump, che porta al predominio della forza sulla legge e al tramonto dello Stato di diritto sostituito da oligarchie miliardarie e onniscienti che fanno corona al tycoon della Casa Bianca.

New York: Mamdani tra simbolismo e realismo

Mamdani ha preso possesso di New York all’insegna della discontinuità con il passato e avviando un processo di trasformazioni profonde. I suoi primi ordini esecutivi hanno riguardato problemi concreti e drammatici come asili nido e scuole materne, casa, carcere e antisemitismo. Contemporaneamente ha condannato l’azione militare statunitense in Venezuela accentuando il confronto a distanza con Trump.

Se Putin avesse fatto rapire Zelensky…

Se Putin avesse fatto rapire Zelensky con le stesse modalità con cui Trump ha rapito Maduro, le probabilità di un conflitto armato globale sarebbero aumentate in maniera esponenziale. Agli Stati Uniti invece tutto è concesso: non solo nel “giardino di casa” dell’America latina e nel Medio Oriente ma anche in Europa e in Italia, con interventi che dettano l’agenda politica e rilanciano programmi di riarmo generalizzato.

Bombe Usa sul Venezuela: un crimine internazionale e un copione antico

Quella del Venezuela è stata un’invasione che ha seguito un copione antico. Negli ultimi anni il controllo sul “giardino di casa” dell’America latina è stato realizzato dagli Usa soprattutto in modo indiretto. Ma, in Venezuela, ciò non ha dato i frutti sperati e così si è passati all’intervento militare, previa campagna di delegittimazione di Maduro.

Il golpe coloniale di un presidente debole e aggressivo

Non è solo il petrolio. E neppure la (inesistente) lotta contro i narcotrafficanti. Il golpe coloniale di Trump in Venezuela è l’ennesima manifestazione della volontà di controllo degli Stati Uniti sull’America Latina ma, ancor più, una spregiudicata esibizione di forza militare, che si affianca a quella dispiegata in Africa e nel Medio Oriente, per mascherare il totale fallimento sul piano interno e la conseguente debolezza politica.

Ucraina. Dare un’opportunità alla pace

Con il “piano di pace” proposto da Trump e le sue successive modifiche si è aperta un’opportunità per porre fine all’inutile strage che insanguina la frontiera est dell’Europa. Invece di esultare, le cancellerie occidentali e i vertici UE hanno avuto una reazione stizzita e hanno cominciato a remare contro. Eppure l’alternativa è chiara: o si pone fine stabilmente al conflitto oppure il futuro è la guerra tra Russia e Occidente.