Stati Uniti. Parola d’ordine: privatizzare e licenziare

La parola d’ordine del presidente Trump è univoca: privatizzare e licenziare. Il mondo del lavoro – quello pubblico in particolare – sta assistendo a intimidazioni, inviti alle dimissioni, licenziamenti che abbattono definitivamente il già misero Stato sociale statunitense. A fronte di ciò cominciano, nel Paese, le iniziative di protesta e alcuni settori della magistratura dichiarano illegittimi dei provvedimenti presidenziali.

Il nuovo ordine del mondo e l’Europa che non c’è

Gli Stati Uniti stanno ridefinendo il modello politico che ha guidato il mondo negli ultimi 80 anni. Sul piano internazionale l’idea guida è la fine dell’Occidente come entità unitaria e l’isolamento degli Stati Uniti per disporre del mondo senza mediazioni. Di fronte a ciò l’Europa è priva di un progetto e segue un canovaccio vecchio e inattuale che la sta portando alla disgregazione.

È da anni che gli Stati Uniti non amano l’Europa

L’ostilità verso un’Europa politicamente ed economicamente integrata è una risalente caratteristica della politica di Washington, che Trump si è limitato a esplicitare in modo brutale. La trasformazione dell’Ue in un grande Stato federale sconvolgerebbe, infatti, ogni residua ambizione bipolare degli Usa. Ma l’Europa subisce, incapace di un’iniziativa politica diversa da un assurdo riarmo.

“Il mondo non è più quello di una volta”

In poco più di 30 anni il mondo ha cambiato volto. All’egemonia degli Stati Uniti è seguito un nuovo ordine mondiale: l’Occidente si è ritagliato un ruolo essenzialmente finanziario, l’Asia è diventata la fabbrica del pianeta, la Cina si è imposta come prima potenza economica, cresce il peso dei paesi emergenti e l’Europa, indebolita e stregata dall’islamofobia, guarda sempre più a destra. Difficile prevedere cosa accadrà ancora.

Gli Stati Uniti e l’eclisse del diritto

Da quando è tornato presidente, Donald Trump sta dando seguito alla promessa fatta in campagna elettorale di sovvertire tutte le regole del gioco democratico e di mandare in soffitta il diritto. Al di là degli effetti contingenti (pur gravissimi), c’è un problema di sistema: se i reciproci controlli tra i poteri smettono di funzionare, il pericolo che la democrazia ceda il passo a una forma diversa di governo si fa molto serio.

Apocalittici e teocon al servizio di Trump

Trump è solo una delle facce degli Stati Uniti. La più inquietante è la saldatura tra i potentissimi proprietari del complesso tecnologico-industriale e l’integralismo apocalittico della destra teocon, attraversata da pulsioni suprematiste, eugenetiche e filonaziste. Una saldatura che sta portando il Paese verso un regime autoritario, lasciando presagire una analoga trasformazione per l’occidente e il mondo.

Tecnologie: noi province dell’impero americano

La tecnologia, l’informatica e l’intelligenza artificiale sono saldamente in mano ai colossi statunitensi, a Musk ma non solo a lui. L’Europa cerca affannosamente di darsi strumenti competitivi ma il suo ritardo è incolmabile. E dunque? Dunque, la nostra sovranità è compromessa: siamo una provincia dell’impero e, se un tempo siamo stati cuochi, oggi non ci rimane che fare i camerieri.

Gli interessi degli Stati Uniti e quelli dell’Europa

Negli ultimi anni la politica degli Stati Uniti nei confronti dell’Europa è stata univoca: staccarla dalla Russia, anche a costo di guerre e menzogne. Il ceto politico europeo ha risposto delegando la propria politica estera alla Nato. Ciò sta precipitando l’Europa in uno scenario di crisi che diventerà insostenibile se non riprenderà un’iniziativa politica, per esempio con la proposta di una conferenza internazionale di pace.

Meloni, l’amerikana

Con artifici verbali e molta demagogia la presidente del Consiglio cerca di tenere insieme un postfascismo ruggente e una servile subalternità all’establishment italiano e statunitense. Così, concludendo la festa, genuinamente fascista, di Atreju, attacca Romano Prodi contestandogli di avere condotto l’Italia nell’euro: unico fatto che consente oggi una qualche, seppur esile, indipendenza dell’Europa dagli Stati Uniti.