I dazi di Trump creeranno caos e crisi

Trump annuncia l’imposizione di forti dazi sulle merci straniere, in particolare su quelle di Cina, Messico e Canada. L’incertezza sulle mosse effettive rispetto ai proclami, con i quali si preannuncia una politica di rilancio dell’industria del Paese, è molto elevata. Ma se alle parole seguiranno i fatti, i risultati saranno probabilmente molto negativi per il mondo e per gli stessi Stati Uniti.

Onu: il potere di veto e l’ordine degli Stati Uniti

Chi avrebbe detto, all’atto della sua istituzione, che l’Onu sarebbe diventata insignificante nello scacchiere geopolitico e avrebbe potuto addirittura essere definita ”una cricca antisemita”? Eppure è accaduto. Certo, ha giocato l’atteggiamento degli Stati Uniti, ma lo si poteva intavedere da subito, nella previsione del potere di veto, segno di un organismo costituito a uso e consumo dei vincitori della guerra.

Gli Stati Uniti e il futuro della democrazia

Difficilmente Trump manterrà le promesse elettorali. Ma ciò, lungi dal rilanciare i democratici, cementerà il movimento fondato sul suprematismo bianco e sulla negazione radicale del valore dell’uguaglianza, in un’accezione individualistica della libertà. È l’estremo tentativo di tenere in piedi il sistema capitalistico che, se non troverà ostacoli, diventerà una valanga distruttrice del sistema in cui siamo inseriti.

Lezioni americane per la sinistra italiana

Trump, in realtà, ha ampliato di poco il suo seguito: benestanti, ceti intermedi, working class, conservatori. Invece i democratici, intenti a curare i ceti istruiti pagano cara la loro distrazione. L’opposizione al governo va condotta anche fuori dal Palazzo risvegliando il capitale simbolico della cultura solidale e socialista. Rinegoziando i rapporti tra capitalismo, politica, società.

Trump, le radici di una vittoria annunciata

Donald Trump torna alla Casa bianca con la maggioranza del voto popolare, un Congresso repubblicano e la Corte Suprema ultraconservatrice. È l’esito della conquista da parte dei repubblicani del voto del ceto medio impoverito. Eppure nell’establishment americano circolano analisi paradossali che attribuiscono la sconfitta democratica a un eccesso di progressismo dell’amministrazione Biden!

Stati Uniti: ha vinto la rabbia

Donald Trump ha stravinto. Il ceto medio impoverito, stufo di una politica che ha alimentato le disuguaglianze, lo ha votato proprio per i suoi atteggiamenti eversivi e antisistema. E lo hanno votato quote crescenti di neri, di ispanici, di giovani e perfino – nonostante i suoi insulti misogini – di donne. Trump non invertirà la tendenza, e anzi probabilmente la consoliderà, ma, intanto, la rabbia ha vinto e ha minato le basi stesse della democrazia americana.