Il governo degli Stati Uniti e l’oligarchia della confraternita

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Cos’hanno in comune Elon Musk, Peter Thiel, David Sacks e altri personaggi che ora, a vario titolo e visibilità, sono elemento cardine della coorte trumpiana?

Sono tutti diventati miliardari (uno è l’uomo più ricco del mondo) nella Silicon Valley. Sono parte di quella che da tempo viene chiamata la PayPal mafia: David Sacks, attualmente nominato da Trump come responsabile delle strategie per le cripto valute e l’IA, era stato direttore operativo fino alla vendita della società a E-Bay; Peter Thiel, co-fondatore e CEO sia della prima che della seconda versione dell’azienda (derivante dalla fusione nel 2002 di Confinity con la banca online X.com di Elon Musk); Roelof Botha Chief financial Officer dell’azienda e personaggio chiave per la sua crescita; Elon Musk, co-fondatore con Peter Thiel. Hanno tutti passato parte della loro infanzia nel Sudafrica dell’apartheid e le loro famiglie sono state pesantemente coinvolte nel sistema segregazionista. Si conoscono fin dai tempi dell’università (Stanford) ma odiano l’ambiente dei college e più in generale la cultura woke (1): infatti all’inizio di Paypal tra i dipendenti non c’erano né donne né persone di colore. Hanno costruito nel tempo una rete di supporto reciproco continuando a investire l’uno nei progetti dell’altro, creando così aziende quali Tesla, SpaceX, LinkedIn, Palantir e altre. Sono tutti ossessionati dall’idea di smembrare lo Stato, in particolare il sistema di welfare, l’istruzione pubblica e la tassazione progressiva e vogliono eliminare qualunque regolamentazione. Peter Thiel e Elon Musk sono gli attori principali di questa tecnocrazia al punto che è stato inventato il neologismo broligarchy, traducibile con oligarchia della confraternita, dove impera un modello di mascolinità tossica, non molto diverso dal sistema degli oligarchi russi. Elemento di spicco e portavoce strabordante è Elon Musk, in virtù del suo incarico nell’amministrazione, ma il vero ideologo e manovratore dietro le quinte è Peter Thiel.

Un salto di qualità. Background e ruolo politico di Peter Thiel

A differenza di altri componenti della cosiddetta “Paypal mafia”, Peter Thiel ha da sempre avuto convinzioni politiche marcatamente reazionarie. Si riconosce nel partito libertario, il terzo partito statunitense che propugna un concetto di libertà assimilabile alla legge del più forte, caratterizzato da zero regole e autoregolamentazione del mercato. Ha creduto in Donald Trump fin dall’inizio, primo esponente della Silicon Valley a finanziarne la campagna elettorale nel 2016.

Nella campagna 2024 il legame tra tecnologia digitale e potere politico si rafforza originando una “tecno-plutocrazia”, caratterizzata dal fatto che i tecnocrati in questione sono anche gli uomini più ricchi del mondo, che non si limitano a governare gli USA ma si inseriscono prepotentemente nelle dinamiche politico-economiche e nelle votazioni di altri paesi. Le dichiarazioni provocatorie di Musk contro Starmer e Scholz, la volontà di federare, attraverso congrui finanziamenti, i movimenti europei di estrema destra e filo-nazisti in un’internazionale nera – divertente paradosso rispetto al conclamato sovranismo – non sarebbero sufficienti a destabilizzare le odiate democrazie liberali. Ci aveva già provato Steve Bannon nella prima amministrazione Trump e aveva fallito. Ma all’approccio tradizionale si sommano ora le campagne pilotate su X che diffondono notizie false, con lo scopo esplicito di far saltare l’Unione Europea, favorendo in questo caso il disegno di Putin, del quale sono estimatori. Operazione furbamente chiamata MEGA, ovvero Make Europe Great Again (ma il copyright è di Orban) che riparte da dove l’operazione Cambridge Analytica a suo tempo era stata bloccata. Tuttavia l’ingresso della broligarchy ai vertici della presidenza non è frutto del caso. Anche se in passato i CEO della Silicon Valley politicamente navigavano a vista, il personaggio che ha da sempre manovrato per spostare il baricentro a destra, anzi all’estrema destra è Peter Thiel,

Peter Thiel. Tappe di una carriera “tecno-politica”

Anni 90. Si laurea in Filosofia a Stanford con specializzazione in legge, sotto la supervisione del filosofo francese Rene Girard che attraverso la sua teoria della “mimesi” lo ispirerà a credere e investire una somma considerevole per l’epoca in una start-up allora sconosciuta, chiamata Facebook. Riesce quindi a entrare nel consiglio di amministrazione e a convincere il suo fondatore Zuckerberg a plasmare l’algoritmo della nuova rete sociale secondo la teoria mimetica di Girard – per questo considerato da alcuni il padre dei like (2) – che porterà alla polarizzazione delle idee attraverso la formazione di tribù fortemente omogenee tra loro ma ferocemente contrapposte alle altre e alla comparsa del fenomeno degenerativo noto come hate speech

1998-2000. Fonda Paypal e diverse iniziative di venture capital con Elon Musk e altri.

2000. Fonda con J. Karp Palantir discussa società di analisi di dati. Grazie alla rete di relazioni di Thiel, Palantir attira enormi finanziamenti e ottiene importanti contratti con il Pentagono e agenzie governative quali CIA, FBI, Department of Homeland Security fino alla controversa collaborazione con l’Immigration and Customs Enforcement. Così, paradossalmente, Peter Thiel da un lato vorrebbe eliminare lo Stato e dall’altro vede una delle sue aziende in gran parte sostenuta da commesse statali. La recente vittoria di Trump ha ulteriormente fatto impennare il valore delle azioni dell’azienda.

2004. È il primo finanziatore esterno di Facebook avendo intuito il potenziale di condizionamento delle reti sociali

2016. È tra i maggiori finanziatori (unico rappresentante della Silicon Valley) della prima campagna di Trump.

2022. Ossessionato dalla cultura liberal e “woke” che a suo parere avvelena i college americani, lancia un concorso internazionale – 20 under 20 – rivolto a giovani sotto i 20 anni che hanno un’idea innovativa per cambiare il mondo. I 20 fortunati che riescono ad accedere al programma Thiel Fellowship ricevono una borsa da cento mila dollari in due anni, a patto che rinuncino all’università.

Campagna presidenziale 2024. Riesce a imporre la sua creatura J.D.Vance, come candidato Vice Presidente (3).

Gennaio 2025. In un recente articolo a sua firma, pubblicato sul Financial Times dal titolo “A time for truth and reconciliation Thiel espone la necessità di una “apocalisse” operata dalla nuova leadership sulla precedente, rifacendosi all’etimologia del temine greco apokálypsis, che significa “svelamento”. Sulla base di quanto avvenuto in Sudafrica nel post apartheid, invoca una campagna di “riconciliazione” che può essere possibile solo a fronte di un’apocalisse, ovvero dello svelamento dei complotti operati dall’amministrazione democratica, assimilata all’ancient regime pre-rivoluzione francese, con la complicità della rete DISC (acronimo per Distributed Idea Suppression Complex) che raggruppa entità quali agenzie statali, media, università e ONG che, a suo dire, hanno “delimitato” la circolazione del libero pensiero. Vero scopo è un’operazione di tipo orwelliano, dove lo svelamento dei fatti è funzionale alla creazione di post-verità e la riconciliazione ha il sapore della vendetta. Versione più raffinata di quanto nell’amministrazione 2016-2020 veniva definito“alternative facts” e ora premessa indispensabile per le purghe trumpiane.

Note:

(1) Nel libro del 1998 The Diversity Myth: Multiculturalism and Political Intolerance on Campus, Peter Thiel e David O. Sacks descrivono l’impatto, a loro dire devastante, che il “multiculturalismo” politicamente corretto ha avuto sulla libertà accademica negli Stati Uniti.
(2) «L’uomo è la creatura che non sa che cosa desiderare e che si rivolge agli altri per prendere una decisione. Desideriamo ciò che gli altri desiderano perché imitiamo i loro desideri. Pertanto, il desiderio di qualsiasi soggetto si basa su quello di un altro soggetto che funge da modello, o “mediatore”».
(3) Nel 2011 Vance rimane folgorato da una conferenza di Thiel e decide di dare una svolta alla sua carriera entrando nel mondo del Venture Capital. Diventa partner di Thiel in Mithril Capital nel 2015 per poi approdare alla politica grazie al sostegno di Thiel nella corsa alla nomina di senatore in Ohio nel 2022. In quel caso Thiel dona la cifra record (in assoluto la cifra più grande mai donata per la singola corsa di un senatore) di 15 milioni di dollari, convincendo altri dieci grossi donatori, tra cui D. Sacks , a contribuire.

Gli autori

Lucia Confalonieri

Lucia Confalonieri, laureata in fisica, ha iniziato la sua attività in informatica negli anni '80 trasferendosi dalla metropoli milanese ad Ivrea, affascinata dall’esperienza Olivetti, per la quale ha lavorato sia nella sede di Ivrea che in quella di Cupertino in California. Da sempre interessata alla relazione tra tecnologia (digitale e non solo) e società, negli ultimi anni dedica attenzione e studio alle modalità con cui l’informazione in rete diventa strumento di propaganda.

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