Un partito organizzato per l’alternativa

Come e dove si fa politica attiva di sinistra? Nelle lotte di piazza, col mutualismo sui territori, con l’attività organizzata di partito. Senza quest’ultima dimensione non si può mettere in discussione il sistema di potere e modificare i meccanismi del capitalismo mondiale. Le difficoltà da superare per costruire oggi un partito dell’alternativa sono molte, ma è una strada necessaria.

Una cultura di sinistra, per agire a sinistra

Per definire quale sinistra vogliamo occorre, anzitutto, capirsi, cioè usare un lessico condiviso. Il tratto distintivo della sinistra è, per molti di noi, l’anticapitalismo. Ma non basta. Occorre anche concordare su ciò che proponiamo in alternativa. E qui si susseguono molti termini che richiedono un approfondimento: liberismo, crescita, sviluppo, progresso…

Sinistra, è ora. Prima mossa: visione e valori

L’obiettivo della sinistra non può essere solo quello di “opporsi” a governi e pratiche che uniscono neoliberismo e autoritarismo. Bisogna far toccare con mano l’alternativa che da anni anche gran parte di chi si definisce “di centro-sinistra” ha negato. E costruire attorno a essa un blocco sociale. Cominciando a individuare, comunicare e convergere sulla visione e sui valori di un modo migliore e più giusto di vivere.

La sinistra surreale

Tutti ricordiamo lo sgomento con cui abbiamo appreso gli esiti delle ultime elezioni europee. Ebbene oggi, in Europa e in Italia, l’unico progetto politico post-elezioni (sia di governo che di opposizione) è quello di non vedere e non sentire la tempesta in arrivo. La destra cerca di normalizzare. Ma anche chi dovrebbe opporsi a chi governa, finisce per normalizzare allo stesso modo.

Ripartire dai “sacchi di patate” di Karl Marx

Impegnarsi nei partiti collocati più a sinistra o radicarsi nel territorio per stimolare la nascita di nuove lotte sociali? Forse bisogna ragionare su tempi più lunghi di quelli elettorali e muoversi sapendo che saranno le lotte sociali e il conflitto culturale, collegati tra loro, a creare le condizioni di un efficace rapporto tra rappresentati e rappresentanti e con la politica a livello istituzionale.

Spetta sempre alla sinistra salvare la democrazia

La propensione di moderati e liberali a ritrovarsi con la destra reazionaria è una costante. Lo abbiamo visto, in Italia, con Berlusconi ma lo stesso sta accadendo in gran parte d’Europa. In Svezia, in Olanda e oggi in Francia. Qui, peraltro, c’è una novità: la costituzione del Nuovo Fronte Popolare, con un programma comune riformatore. A salvare la democrazia deve pensarci sempre la sinistra…