Europee, luci nel vento

La prevista onda nera europea è arrivata ed è allarmante sul piano storico e simbolico ma contenuta sul piano numerico. Politicamente annuncia un’ulteriore svolta a destra della Ue anche a maggioranza di governo invariata. In Italia, intanto, Meloni perde voti e a sinistra, con l’elezione di alcuni candidati autenticamente pacifisti, si accende qualche bagliore. Se solo Schlein e Conte volessero…

Nord Europa: la sinistra vince ma predica la guerra

Nell’oscurità che avvolge l’Europa una luce sembra sprigionarsi dal Nord Europa, dove la sinistra radicale ha conseguito, nelle elezioni europee, un successo tanto significativo quanto inaspettato. A produrlo sono stati, insieme agli eccessi delle destre, un crescente radicamento territoriale e un investimento sui temi ambientali. Ma restano forti contraddizioni sul tema, cruciale, della pace e della guerra.

Il ballottaggio a Firenze: votare o non votare?

A Firenze si va al ballottaggio. Da una parte la mediocre, incolore figura dell’ex direttore tedesco degli Uffizi con il seguito di piccoli gerarchi, repellenti anche solo a sentirne la voce. Dall’altra l’esponente di un sistema collaudato che di fatto favorisce il ritorno del fascismo, perché fa sembrare la democrazia un fallimento e una truffa. Che fare, dunque? Ci sarà da star male in qualunque modo: sia votando, sia non votando.

Dopo le europee: la necessità di un dibattito senza reticenze

Ha vinto l’astensione e ha tenuto la destra, che è oggi più forte di ieri. È stata sconfitta, in modo definitivo, la sinistra alternativa, confermatasi, sul piano elettorale, irrilevante. Anche il riferimento alla pace non è stato un discrimine. I valori della sinistra e la necessità di una politica radicata nel sociale sono più che mai attuali, ma occorre maggior attenzione alle dimaniche istituzionali.

L’8 e il 9 giugno si vota. Per chi?

Ancora una volta, come sinistra, arriviamo alle elezioni impreparati, divisi, demotivati. Proprio quando la drammaticità della situazione imporrebbe unità e capacità propositiva. Eppure occorre scegliere, anche se i partiti e le aggregazioni esistenti non sono uno strumento utile ma, piuttosto, un ostacolo. Dunque bisognerà orientarsi a tentoni tra i candidati, combinando coerenza, possibilità di successo e futuro.

La destra ridisegna l’Europa e i socialisti hanno già perso

Le elezioni europee sono alle porte in un quadro inquietante. La destra, in ascesa in tutti i principali paesi dell’Unione, arriva all’appuntamento con il vento in poppa. Di fronte c’è una sinistra pallida, stinta, spaventata dalla sua stessa ombra e accompagnata da una diffidenza popolare indotta dai cedimenti politici di questi anni. Il cambio di maggioranza è un’eventualità niente affatto remota.

Una necessità per l’Europa: uscire dall’irrilevanza

L’Europa è a un bivio. L’assetto intergovernativo burocratico vigente porta in un vicolo cieco e un ritorno all’Europa delle patrie ne accrescerebbe l’attuale irrilevanza geopolitica. Solo un’autentica autonomia le consentirebbe di esercitare un ruolo nello scacchiere mondiale. Non è una prospettiva congeniale ai liberisti ma anche la sinistra è solo un cantiere in costruzione, mentre siamo sull’orlo del baratro.