Cinque in condotta. Un problema extrascolastico

Le norme che introducono il voto in condotta alle medie e alle superiori non riguardano solo la scuola. Chi cerca ogni giorno di costruire relazioni di fiducia dentro e fuori la scuola, deve chiedersi come quei provvedimenti verranno accolti da ragazzi, docenti e famiglie. E creare le condizioni per resistere a una narrazione bellica ed elaborare un pensiero che sappia includere anche “i cattivi”.

La scuola caserma e i docenti caporali: non solo Raimo

Christian Raimo è a rischio licenziamento per aver messo in dubbio l’idoneità alla funzione del ministro dell’istruzione Valditara. Ma non è un caso isolato. Oggi bastano una segnalazione, un articolo o una notizia sui social per l’avvio di procedure disciplinari nei confronti di insegnanti. L’obiettivo è chiaro: trasformare le scuole in caserme, i docenti in caporali e gli studenti in soldati semplici.

Il caso Raimo. Colpirne uno per educare gli altri…

In un dibattito Christian Raimo, scrittore e insegnante, contesta il ministro Valditara paragonandolo alla Morte Nera della saga “Guerre stellari”. Ne segue un procedimento disciplinare che ha come sbocco possibile il licenziamento. Tornano alla mente le parole di Piero Calamandrei: «La libertà è come l’aria: ci s’accorge di quanto vale, quando comincia a mancare»… Ecco, sta cominciando.

4 anni più 2 negli istituti tecnici e professionali: come tornare a una scuola di classe

Sembrava un dato acquisito: per svolgere compiutamente un ciclo di studi secondari servono cinque anni, suddivisi in un biennio e in un triennio. Invece anche questo è stato rimesso in discussione con il 4+2 che ha ridotto di un anno la durata della scuola negli istituti tecnici e professionali per rendere più e vincolante lo sbocco lavorativo

Tutti a scuola, ma di quali “novità” abbiamo bisogno?

Di fronte alle “novità” annunciate per la scuola, è meglio non abbandonare il “vecchio” che può essere ancora utile e formativo. Mi riferisco a una didattica che favorisca alcune competenze sempre più rare (saper scrivere in corsivo, saper usare la punteggiatura, imparare a memoria qualche testo) e a una cultura dell’etica, comune a docenti e allievi, che renda anche la scuola trasparente e inappuntabile.

La scuola e la “congiura dell’ignoranza”

Da almeno vent’anni è in atto, nel nostro Paese, una progressiva desertificazione culturale, che investe la scuola superiore e l’Università. La cosa è conclamata ma spesso ne sfugge la ragione che, in realtà, è molto chiara: in una società a trazione tecnocratica non servono intellettuali ma esecutori. Essere moderatamente ignoranti e restare sempre dentro il perimetro della ragione strumentale è la condizione ideale.

La scuola al servizio dell’impresa

Nella scuola della Costituzione il sapere ha un valore in sé e la finalità di formare persone critiche, liberamente pensanti. In senso opposto si muove il disegno di legge governativo relativo all’istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale che disegna un sistema scolastico diretto a formare soggetti adatti al mercato del lavoro, flessibili rispetto alle sue esigenze e ai suoi cambiamenti.