Umberto Bossi: un no che investe anche il presente

Il giudizio politico su Bossi non può che essere pesantemente negativo. Ma questo giudizio deve necessariamente essere formulato attraverso una lettura generale della catena di eventi politici che hanno riguardato l’Italia tra gli anni Settanta e Novanta. Dire No a Bossi significa, in altre parole, esprimersi non semplicemente contro un personaggio del passato, ma contro una parte significativa dell’Italia attuale.

L’aria della città non rende (più) liberi

L’attitudine delle città ad essere luoghi di autentica convivenza civile, e non meri spazi attraversati da flussi di merci, è logorata dall’omologazione prodotta da globalizzazione e ideologia neoliberista. La politica, soprattutto di destra, si occupa delle città come teatri delle paure o vetrine per un turismo di lusso. Ai cittadini rimane un senso di solitudine, cavalcato da retoriche della sicurezza che non risolvono i problemi.

Per un bilancio critico del neoliberismo

Tramite una vera e propria rivoluzione politica e sociale, sia pure apparentemente incruenta, sul finire degli anni Settanta del secolo scorso si è affermata, imposta dall’alto, una nuova visione generale del mondo. Essa ha demolito in un decennio, o poco più, lo Stato sociale keynesiano, egemonico nel trentennio precedente, istituendo via via, in forme sempre più compiute, una sovranità globale di mercato.

Papa Leone e l’incerto futuro della Chiesa

Sul versante sociopolitico il segno del pontificato di Leone XIV non potrà che essere all’insegna della critica al neoliberismo trionfante. Più delicata sarà la dimensione teologica e pastorale. In molti, infatti, sollecitano la restaurazione di una Chiesa “ordinata” e “rassicurante”, che non si proponga di incontrare le diversità in modo paritario. Qui si giocherà la differenza o la continuità con le aperture di Francesco.

“Il neoliberismo è vivo e lotta contro di noi”

La crisi del capitalismo non è superabile all’interno di questo sistema di produzione e occorre ripensare al socialismo come prospettiva praticabile. È la tesi di fondo di un recente lavoro di Luigi Pandolfi che riporta l’attenzione su alcuni concetti (lotta di classe, lavoratori, sfruttamento e socialismo) cruciali per qualsiasi discorso serio sull’attuale situazione economica e con troppa fretta giudicati superati o superflui.

Macron: una disfatta che apre una crisi di regime

Dopo l’elezione a “sorpresa” del 2027 il disegno politico del presidente Macron è progressivamente fallito fino alla disfatta nelle elezioni legislative di luglio. Oggi il Parlamento diviso in tre parti e il Paese è ingovernabile. Macron ha reagito negando l’incarico di primo ministro al Nouveau Front Populaire, vincitore delle elezioni: una scelta che ribalta le prassi costituzionali e rivela una crisi di regime forse irreversibile.

Verso una svolta autoritaria?

“Verso una svolta autoritaria? L’Italia e l’Europa tra neoliberismo e restrizione della democrazia” è il titolo dell’e-book pubblicato da Forum Disuguaglianze e Diversità e Volere la Luna, che raccoglie gli interventi svolti in un incontro organizzato nel giugno scorso a Roma: una piccola guida per chi cerca di tenere una rotta contraria a quella imperante, per costruire un nuovo pensiero collettivo.

Sinistra, è ora. Prima mossa: visione e valori

L’obiettivo della sinistra non può essere solo quello di “opporsi” a governi e pratiche che uniscono neoliberismo e autoritarismo. Bisogna far toccare con mano l’alternativa che da anni anche gran parte di chi si definisce “di centro-sinistra” ha negato. E costruire attorno a essa un blocco sociale. Cominciando a individuare, comunicare e convergere sulla visione e sui valori di un modo migliore e più giusto di vivere.