Le metamorfosi del peggio e la storia del meglio

La sinistra non uscirà dalla sua crisi se non tornerà a proporsi obiettivi che hanno a che fare con la struttura della società: redistribuire, garantire l’accesso pubblico e universale ai diritti per tutti e senza condizioni, mettere in salvo la società dalla tracotanza degli interessi privati, “forzare la mano” per permettere ai più deboli di credere nel progresso. Solo così incrocerà i bisogni e le speranze dei più deboli.

Decreto flussi, la riforma che non cambia (quasi) niente

L’ennesimo decreto immigrazione del Governo Meloni è un insieme di norme eterogenee e disorganiche. Per quanto riguarda gli ingressi per lavoro, esso introduce alcune modifiche potenzialmente positive ma elude la questione di fondo dell’irrazionalità dell’attuale sistema fondato sull’incontro a distanza tra domanda e offerta e della necessità di prevedere la possibilità di ingresso per “ricerca di lavoro”.

Lavorare meno fa bene

La riduzione dell’orario di lavoro torna a far parte del dibattito politico, sia pure in tono minore rispetto al salario minimo. Qualcosa si muove pur tra indifferenza, opportunità e rischi. I vantaggi della riduzione, individuali e collettivi, sono molti e indubbi, a condizione di parità di salario, di congrue assunzioni e di garanzia dei diritti dei lavoratori.

Controllare e disciplinare. Un apologo

Un rappresentante sindacale accompagna un compagno di lavoro affetto da una grave patologia invalidante a un colloquio, in azienda, con il medico. Il preavviso alla direzione non basta a evitargli una contestazione di presenza ingiustificata «fuori turno all’interno delle aree aziendali». È un segnale del revival degli interventi disciplinari in funzione di controllo delle dinamiche nei luoghi di lavoro.