Un 1° maggio difficile

Sarà un 1° maggio importante: per contrastare la strage continua nei cantieri e nelle fabbriche, il carattere sempre più precario del lavoro, la crescente povertà dei lavoratori e delle lavoratrici. Ma non sarà un 1° maggio unitario. Non lo sarà, in particolare, sui referendum perché la Cisl ha da tempo imboccato una strada che corre parallela e spesso si intreccia con quella tracciata dal Governo Meloni.

“The last showgirl”: America, ultimo spettacolo

Con “The last showgirl” la regista Gia Coppola sembra voler rispondere alla domanda «come si diventa trumpiani?», raccontando una piccola storia molto americana di sacrificio di sé stessi al mito del successo e di sconfitta, nella quale la reazione non è una salvifica presa di coscienza, ma anzi l’abbandono a un nuovo sogno, nell’illusione di tornare great (and beautiful) again.

Referendum, per un nuovo senso comune

I referendum sul lavoro e sulla cittadinanza sono una sfida anche per rilanciare una democrazia sempre più incapace di rispondere ai bisogni di larghe fasce della popolazione. Tenendo insieme i temi cruciali del lavoro e delle migrazioni essi possono contribuire a creare una nuova cultura di inclusione e di promozione dei diritti. Per questo il Governo li teme. Per questo dobbiamo garantirne il successo.

Le migrazioni fra noi

Il dossier “Le migrazioni fra noi” del Centro Nuovo Modello di Sviluppo è un forte antidoto contro l’ignoranza, l’ideologia e la propaganda. Un dato per tutti, che fa giustizia di tante narrazioni sulla asserita invasione di migranti: i Paesi che ospitano il maggior numero di profughi sono l’Iran con 3,8 milioni, la Turchia con 3,1, la Colombia con 2,8, la Germania con 2,7 e l’Uganda con 1,7 milioni.

I referendum, il lavoro, la democrazia

Jobs act, precarietà, tutele in caso di licenziamento, appalti: il segnale di controtendenza dei referendum sul lavoro del giugno prossimo è esplicito e chiaro. Una vittoria referendaria provocherebbe un’inversione di tendenza nelle politiche del lavoro e concorrerebbe a difendere un sistema democratico in evidente crisi. Una doppia ragione per far vincere il sì.

5 referendum per la salute della democrazia

Il voto per i referendum su lavoro e cittadinanza si avvicina. Non sarà facile raggiungere il quorum della metà più uno degli aventi diritto. Ma è necessario. Si tratta, infatti, non di semplici referendum di settore ma di una iniziativa politica – l’unica, forse, di questi tempi – in grado di dare una spallata al progetto sempre più avanzato di sovvertire la democrazia e il sistema dei diritti voluti dalla Costituzione.

Crisi dell’auto: non solo Stellantis

Non è solo Stellantis. Tutte le industrie automobilistiche europee sono in crisi. Per uscirne non serve, come si continua a sostenere, rallentare la riduzione delle emissioni di CO₂. Occorre, più radicalmente, esplorare nuovi orizzonti, scrollarsi di dosso la sudditanza nei confronti degli Usa e aprire relazioni positive e accordi di collaborazione fra produttori con la Cina, l’Asia e l’alleanza dei Brics.

Il lavoro e la vita

Si sente spesso elogiare la Costituzione perché ha posto a suo fondamento il lavoro. Eppure non soltanto l’etimologia del termine (labor designa in latino una pena angosciosa e una sofferenza), ma anche la sua assunzione a insegna dei campi di concentramento («Il lavoro rende liberi» era scritto sul cancello di Auschwitz) avrebbero dovuto mettere in guardia contro una sua accezione così positiva.