La guerra in Ucraina e le bugie dell’Europa

L’Europa ha perso la guerra contro la Russia, condotta con il sangue ucraino e in appoggio subalterno agli USA, e ora si trova umiliata da Trump, che ha cambiato strategia e la tiene lontana da ogni trattativa di pace. A ciò reagisce con il devastante errore di un ulteriore riarmo, fondato su due bugie: che la Russia abbia mosso guerra all’Ucraina per mire imperiali e che minacci di invaderci. Ma le cose non stanno così.

Per la pace: un estremismo creativo

«La guerra è circondata da tanta considerazione, che chi la condanna, passa per irreligioso, sfiora l’eresia: come se non si trattasse dell’iniziativa più scellerata e al tempo stesso più calamitosa che ci sia». Per uscire da questa follia – descritta da Erasmo da Rotterdam già nel 1500 – occorre anzitutto ribaltare l’immaginario collettivo. C’è bisogno di estremisti creativi capaci di dimostrare che “il re è nudo”.

Come la guerra distrugge (anche) l’ambiente

Agli attacchi all’ambiente e alle condizioni di vita del pianeta da parte della speculazione, si aggiungono quelli portati dalle guerre, sia nella fase di preparazione, che nelle sue operazioni e nelle conseguenze. Per questo l’ambientalismo deve essere associato al pacifismo. Come ha scritto Alexander Langer: «La causa della pace non può essere separata da quella dell’ecologia».

Il coraggio di disertare

Come sarebbe stato bello sentire, dal palco di piazza del Popolo, un invito alla diserzione, al rifiuto di morire per la patria. La disobbedienza dei militari, la rivolta di chi dovrebbe fare la guerra e si rifiuta di farlo – presente in ogni conflitto – è la più taciuta delle virtù, il meno celebrato tra gli eroismi. Eppure è la parte migliore della nostra famosa identità occidentale: la sola che, forse, può permetterci di avere un futuro.

Contro il riarmo

Il Consiglio europeo ha annunciato un pacchetto di riarmo per l’Europa del valore di 800 miliardi di euro. Come studiose e studiosi ci appelliamo al mondo della cultura, della ricerca e dell’insegnamento perché si schieri contro questa barbarie montante, rifiutandosi a tutti i costi di rifornire di braccia, parole, denaro, speranze, idee e progetti questa delirante corsa verso l’abisso.

Valle di Susa, 1970: una fabbrica contro la guerra

C’erano una volta, in Valle di Susa, le Officine Moncenisio. Fabbricavano vagoni ferroviari, ma anche armi. Impiegavano 850 lavoratori. Il 24 settembre del 1970 quei lavoratori approvarono all’unanimità una mozione con cui avvertivano l’azienda di “non essere in nessun caso disposti a lavorare, trasportare e collaudare materiali bellici”. Se ne parlerà a Condove sabato 15 marzo, ricordando Alberto Perino.

La forza nuda del potere

Il potere è senza remore. Non ha vergogna della sua protervia, ma la rivendica. Chi osa evocare il diritto è dileggiato, la politica è privatizzata, i diritti sono ignorati, neanche più distorti a coprire politiche di potenza. Nell’assenza di ogni limite, l’unica logica è quella della forza, l’unico futuro è la guerra. È contro questo stato di cose, non per un’Europa indefinita, che occorre scendere in piazza.