Francesco, ovvero la pace attraverso l’etica e il diritto

La scomparsa di papa Francesco non attenua – non deve attenuare – la forza del suo insegnamento sulla questione della pace e della guerra, consolidato da riflessioni etiche e giuridiche che spaziano dalla messa al bando delle armi nucleari fino alla guerra in Ucraina. In questa temperie Francesco si è proposto come l’unico leader politico capace di opporsi alla catastrofe rivendicando le ragioni dell’etica e del diritto.

La guerra non è una “via libera”

Negli ultimi anni, a partire dalla invasione dell’Ucraina, la guerra ha cessato di essere una “via bloccata” dalle Costituzioni ed è tornata ad essere una “via libera”. Anche nelle parole di uomini di governo e intellettuali, incuranti delle dure lezioni della storia, che sbeffeggiano e irridono i pacifisti. Eppure solo la pace – degli uomini e non delle armi – salvaguarda la giustizia, l’uguaglianza e la libertà.

La pace non si fa solo preparando la guerra

L’Unione Europea non trova un accordo sull’ora legale, ma vuole realizzare poderosi eserciti che le consentano di trattare alla pari con Usa, Russia e Cina. E, nell’attesa, approva risoluzioni in cui straparla del proprio contributo alla «vittoria militare decisiva» dell’Ucraina. A ciò concorrono 25 deputati italiani al Parlamento europeo da cui ci aspettiamo, ora, una proposta di modifica dell’art. 11 della Costituzione.

La preparazione alla guerra nega la democrazia

La retorica bellicista che attraversa il vecchio continente ha un doppio effetto. Da un lato veicola il massiccio riarmo della Germania, facendo venir meno ogni remora anche a un suo armamento nucleare e archiviando la questione delle sue speciali responsabilità verso i popoli d’Europa. Dall’altro indebolisce le democrazie posto che le decisioni che riguardano la pace e la guerra sono estranee al loro circuito.

Erica Cassano, La grande sete (Garzanti, 2025)

Napoli. Il 1943. L’acquedotto bombardato e la mancanza d’acqua per tutti. Poi, la fine della guerra, l’arrivo degli alleati, il fascino di gente che viene da lontano, una nuova lingua… In questo contesto si svolge il romanzo d’esordio di Erica Cassano in cui si staglia la figura di Anna, in bilico tra una nuova vita e l’amore per la propria famiglia e per una città che sente sempre più sua.

Un nuovo “manifesto di Ventotene”

L’obiettivo della crescita ad ogni costo sta portando alla distruzione del pianeta. La guerra, al di là delle apparenze, ne è una componente fondamentale. Forse è arrivato il momento di redigere un nuovo “manifesto di Ventotene”: per prospettare una rinascita dal basso dell’Europa tenendo ferma la rotta della conversione ecologica. Può sembrare un’utopia, ma certo non più pazza di quella che aveva ispirato i Tre di Ventotene.