Le nostre ferie d’agosto e una foto da Gaza

Questo agosto sembra non finire mai. Abbiamo abbassato le saracinesche del lavoro e con esse anche quelle della vita e delle tragedie che ci circondano e che non danno tregua né olimpica né agostana. Poi, all’improvviso, tra le infinite foto di vacanze, ne arriva una da Gaza: sacchi di plastica, con corpi trasformati in materia da scaricare distrattamente in mezzo alla polvere.

Il Medio Oriente brucia

Il Medio Oriente brucia: la distruzione di Gaza continua e proseguono le rappresaglie di Israele in Libano, i missili di Tel Aviv uccidono, a Beirut e a Teheran, i leader di Hezbollah e di Hamas. Siamo sull’orlo del precipizio, perché l’Iran (toccato anche direttamente) e i suoi alleati non staranno a guardare. È chiaro che, per spegnere l’incendio, è necessario fermare il genocidio a Gaza. Ma qual è la strategia degli Stati Uniti?

«A Gaza abbiamo costruito le nostre Università dalle tende: lo faremo di nuovo»

«Le forze di occupazione israeliane hanno demolito i nostri edifici, ma noi continuiamo a far vivere le nostre università. Perché l’istruzione non è solo un mezzo per impartire conoscenze; è un pilastro vitale della nostra esistenza e un faro di speranza per il popolo palestinese». Questo il messaggio al mondo di oltre 200 accademici palestinesi e personale delle università di Gaza.

La banalità del male: Gaza e non solo

La risposta di Israele all’attacco di Hamas ha raggiunto livelli di inumanità sconvolgenti. Le immagini dell’orrore degli ultimi (finora) bambini bruciati vivi a Rafah, tranquillamente definito un banale “incidente”, sono entrate a pieno titolo in antologie che si pensava appartenessero al “mai più”. Nell’oscurità dell’impunità, le Corti hanno aperto fessure che si vorrebbe tanto qualificare di speranza.

Gaza. Giustizia, non pietà

«Sono indignato di sedere davanti a lei in questa confortevole sala conferenze mentre la mia famiglia attende disperatamente notizie su un cessate il fuoco, al buio, affamata e nelle tende, nel timore che l’esercito israeliano li uccida da un momento all’altro. In un mondo dignitoso, chiederei giustizia, non pietà»: queste le parole del medico Rajaie Batniji, mio collega, al segretario di Stato Antony Blinken.