Gaza dopo la tregua

Finalmente domenica 19 gennaio, a Gaza, si è spento il fragore delle armi. È una benedizione, ma la tregua è fragile. Occorre un progetto per il futuro il cui caposaldo deve essere la fine dell’occupazione israeliana. Ma non basta. L’avvio della ricostruzione (che sarà un’operazione immane) e la definizione di un governo indipendente della Striscia e dell’intera Palestina richiedono un’amministrazione autorevole dell’Onu.

2025: un anno alla prova della pace, anche per noi

L’anno appena concluso è stato, sul piano internazionale, il più violento e sanguinoso dal 1945. Al centro, ovviamente, la guerra in Ucraina e l’annientamento della striscia di Gaza. La necessità di una trattativa, da un lato, e l’insostenibilità umana ed etica, dall’altro, sono oggi conclamate. Anche a noi spetta il compito di tradurre questa consapevolezza in iniziativa politica capace di aprire orizzonti di una pace vera.

A Natale i bimbi di Gaza chiedono solo di poter morire

Più di 444 giorni di vita sospesa a Gaza, e il mondo non si è fermato nemmeno per un momento a chiedersi: come sopravvivono due milioni di persone senza alcun orizzonte? Qui, se i bambini scrivessero a Babbo Natale, non sarebbe per chiedere giocattoli o regali. Chiederebbero solo una cosa: la morte, come fuga da una vita che ha rubato loro l’infanzia e distrutto i loro sogni.

Artisti a Gaza: la vita in mezzo alla morte

Gaza. Due milioni di persone sono chiuse in un sorta di enorme campo di concentramento. Un esercito nemico li assedia, li affama, li uccide ogni giorno. Ma gli artisti chiusi a Gaza continuano a fare arte e fanno uscire le loro opere dall’assedio, affidandole a volontari e alla rete. Per fare una Biennale degli artisti imprigionati, affamati, moribondi. Per raccontare la vita in mezzo alla morte.

Gaza e Libano: rovesciare il paradigma

Che cosa deve ancora succedere perché chi può fermi il massacro in atto a Gaza e in Libano e metta fine all’impunità del Governo israeliano, che ormai agisce in aperto spregio al diritto e alle risoluzioni dell’Onu? Nulla, ma quasi tutti i governi occidentali, in primis gli Stati Uniti, si limitano a blande condanne verbali e, intanto, armano Israele. Solo un’alternativa radicale alla violenza potrà porre fine a questa immane tragedia.

Gaza e Ucraina: va in scena il suicidio dell’Europa

Le classi dirigenti europee stanno consumando un suicidio politico ed economico. La prosecuzione della guerra in Ucraina “fino alla vittoria” e il massacro senza fine a Gaza e in Cisgiordania sono coerenti alla politica imperiale degli Stati Uniti ma condannano l’Europa all’irrilevanza esterna mentre, nei singoli Stati, deperisce la democrazia e crescono la repressione del dissenso e la manipolazione dell’informazione.

Gaza, l’informazione negata e l’ennesimo tradimento dei chierici

L’informazione su Gaza è oltre l’immaginabile, oltre la decenza, oltre ogni deontologia professionale. Un caso da manuale di genocidio è finito in un cono d’ombra, tra falsità, silenzi, manipolazioni, distorsioni aberranti. Lo documenta, da ultimo, il libro “Gaza, la scorta mediatica” di Raffaele Oriani, che, in polemica, con questo modo di informare ha lasciato, nel gennaio scorso, “la Repubblica”.