Gaza. Giustizia, non pietà

«Sono indignato di sedere davanti a lei in questa confortevole sala conferenze mentre la mia famiglia attende disperatamente notizie su un cessate il fuoco, al buio, affamata e nelle tende, nel timore che l’esercito israeliano li uccida da un momento all’altro. In un mondo dignitoso, chiederei giustizia, non pietà»: queste le parole del medico Rajaie Batniji, mio collega, al segretario di Stato Antony Blinken.

Dalla parte delle vittime, per non cedere all’orrore

Ogni volta che qualche operatore umanitario viene ucciso, come da ultimo a Gaza, sorge la domanda: che cosa è diventato l’Umanitario, il mestiere di salvare corpi dall’agonia, in un mondo sempre più in guerra? C’è chi dice che serve ad anestetizzarne le opinioni pubbliche, a placarne la cattiva coscienza. In realtà la risposta è più semplice e radicale. Di fronte all’orrore si aiuta: unica risposta possibile.

Israele. Il cessate il fuoco non è un optional, è un obbligo

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite chiede, finalmente, un immediato cessate il fuoco a Gaza per la durata del mese di Ramadan, nella prospettiva di una sua fine duratura. Israele disattende la richiesta, come ha sempre fatto in questi anni, in palese violazione del diritto internazionale. Ma l’Europa e l’Occidente non battono ciglio e, anzi, continuano a fornire armi al Governo di Netanyahu.