Israele. Dalle guerre giuste alla pace giusta

II massacro in corso in Palestina mostra che la guerra giusta non esiste. Ci vuole, al contrario, una pace giusta. Essa richiede che lo Stato di Israele riconosca ufficialmente la Nakba, se ne assuma la responsabilità, istituisca un meccanismo per il ritorno o il risarcimento, smantelli le strutture radicate dell’occupazione, garantisca pari diritti tra il mare e il Giordano e attui un’equa ripartizione delle risorse e della terra.

Se Israele occupasse Linosa, che farebbe il Governo?

Immaginiamo che un commando di incursori israeliani sbarchi a Linosa e sequestri 12 pescatori con il pretesto che si preparavano a distribuire il pesce alle folle affamate di Galilea, come aveva fatto 2000 anni fa un agitatore politico. Come reagirebbe il Governo dei nostri “patrioti”? Con il pigolio che ha accompagnato l’abbordaggio di navi battenti bandiera italiana e il sequestro, tra gli altri, di cittadini italiani?

La situazione dei diritti umani nel mondo

Il Rapporto 2026 di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani nel mondo descrive, tra l’altro, una serie impressionante di crimini di diritto internazionale commessi soprattutto dalle Grandi potenze e un crescente attacco al sistema della giustizia internazionale, che stanno danneggiando gravemente le fondamenta del sistema globale di protezione dei diritti umani.

Iran. Le bombe non fanno rima con i diritti umani

Dopo oltre due settimane di guerra anche molta parte degli iraniani che avevano visto con favore l’intervento armato Usa sembra ricredersi. È sempre più chiaro, infatti, che non è possibile difendere i diritti umani degli iraniani, violati per decenni dalla stessa Repubblica Islamica, senza riconoscere all’Iran le protezioni previste dalla Carta delle Nazioni Unite, a partire dal rispetto della sua sovranità e della sua integrità territoriale.

La fantageopolitica di Giorgia Meloni

Le comunicazioni alla Camera della Presidente del Consiglio dell’11 marzo sulla situazione internazionale hanno un che di surreale. Giorgia Meloni infatti, dopo aver quasi totalmente evitato di nominare Stati Uniti e Israele, ha riscritto la storia, riportando l’inizio dell’ineffettività del diritto internazionale all’invasione russa in Ucraina, omettendo le guerre in Jugoslavia, in Iraq, in Afghanistan, in Libia, in Siria.

Aggredire l’Iran è meno grave che aggredire l’Ucraina?

Bisogna chiamare le cose con il loro nome. L’attacco degli Stati Uniti e di Israele nei confronti dell’Iran è un’azione brutale e ingiustificata, un atto di aggressione ai sensi dell’art. 2 della Carta dell’ONU, un crimine internazionale ai sensi dell’art. 5 dello Statuto della Corte penale internazionale. Eppure l’Italia e l’Europa, che pure si sono stracciate le vesti per l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, tacciono.

Giuristi contro l’aggressione Usa al Venezuela. Appello alla comunità internazionale

Noi giuristi, impegnati in difesa del diritto internazionale, condanniamo l’aggressione Usa contro il Venezuela e il sequestro del suo presidente e chiediamo l’iintervento dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ricordando che l’inerzia della Società delle Nazioni aprì le porte alla Seconda guerra mondiale.