Iran. Le bombe non fanno rima con i diritti umani

Dopo oltre due settimane di guerra anche molta parte degli iraniani che avevano visto con favore l’intervento armato Usa sembra ricredersi. È sempre più chiaro, infatti, che non è possibile difendere i diritti umani degli iraniani, violati per decenni dalla stessa Repubblica Islamica, senza riconoscere all’Iran le protezioni previste dalla Carta delle Nazioni Unite, a partire dal rispetto della sua sovranità e della sua integrità territoriale.

La fantageopolitica di Giorgia Meloni

Le comunicazioni alla Camera della Presidente del Consiglio dell’11 marzo sulla situazione internazionale hanno un che di surreale. Giorgia Meloni infatti, dopo aver quasi totalmente evitato di nominare Stati Uniti e Israele, ha riscritto la storia, riportando l’inizio dell’ineffettività del diritto internazionale all’invasione russa in Ucraina, omettendo le guerre in Jugoslavia, in Iraq, in Afghanistan, in Libia, in Siria.

Aggredire l’Iran è meno grave che aggredire l’Ucraina?

Bisogna chiamare le cose con il loro nome. L’attacco degli Stati Uniti e di Israele nei confronti dell’Iran è un’azione brutale e ingiustificata, un atto di aggressione ai sensi dell’art. 2 della Carta dell’ONU, un crimine internazionale ai sensi dell’art. 5 dello Statuto della Corte penale internazionale. Eppure l’Italia e l’Europa, che pure si sono stracciate le vesti per l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, tacciono.

Giuristi contro l’aggressione Usa al Venezuela. Appello alla comunità internazionale

Noi giuristi, impegnati in difesa del diritto internazionale, condanniamo l’aggressione Usa contro il Venezuela e il sequestro del suo presidente e chiediamo l’iintervento dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ricordando che l’inerzia della Società delle Nazioni aprì le porte alla Seconda guerra mondiale.

Morte e apologia dell’universalismo

Srebrenica e Gaza, dove l’Onu e il diritto internazionale sono morti, devono toccarci nel profondo. La sinistra ha sempre diffidato dell’universalismo. E con buone ragioni. Ma ora che esso e le sue istituzioni sono morte, nessuno può fermare la violenza indiscriminata dei nazionalisti. Davvero possiamo continuare a diffidare dell’universalismo, mentre siamo circondati dai nazionalismi?

Il “lavoro sporco” di Israele e la terza guerra mondiale

L’affermazione compiaciuta del cancelliere tedesco Merz secondo cui “Israele sta facendo il lavoro sporco per noi”, accolta senza obiezioni da tutti i paesi europei, seppellisce il principio ordinatore delle relazioni internazionali e rivendica la legge della giungla. Finisce la favola della democrazia e del diritto internazionale, svanisce ogni differenza tra aggressore e aggredito. La “regola” è solo quella della forza.