La destra italiana è fascista

La destra italiana – Fratelli d’Italia, in primis: ma anche la Lega e, per certi profili, Forza Italia – è una destra di stampo fascista? Alla domanda risponde, affermativamente, l’ultimo libro di Tomaso Montanari che si addentra, testi alla mano, nell’abisso di quel che, con la Costituzione antifascista, si voleva cancellare: la razza, il nazionalismo, l’identità, l’antisemitismo, il patriarcato, l’autoritarismo, le diseguaglianze, l’indottrinamento.

Oggi è una bella giornata!

Oggi è una bella giornata. Una giornata di festa. In 14.461.074 (il 53,7 per cento dei votanti) abbiamo detto che la Costituzione si può cambiare ma non stravolgere. E la riforma costituzionale della giustizia – un attacco alle fondamenta del progetto costituzionale – va nel dimenticatoio. Ha vinto la partecipazione, e il mito della invincibilità della destra si è sgretolato. C’è ancora molta strada da fare ma la direzione è quella giusta.

Rogoredo: le ombre della polizia

Un agente di polizia spara a un pusher, uccidendolo. “Assolto” a gran voce dalle forze di governo viene, poi, arrestato per omicidio volontario, commesso in un quadro di corruzione ed estorsioni. A questo punto il capo della polizia scende in campo con uno sbrigativo licenziamento “a mezzo stampa”. Caso chiuso, ma resta un sistema di mancanza di trasparenza e di controlli sulle polizie che nessuno sembra voler vedere e modificare.

Cosa sarebbe la destra senza i migranti?

La destra odierna non sarebbe niente senza i migranti. Sono il nemico perfetto, costruito ad arte: come la pubblicità fa desiderare aggeggi inutili, così la propaganda politica crea il bisogno della sicurezza e demonizza i migranti. Ma attenzione, essi sono il prototipo su cui si sta sperimentando fino a che punto si possono comprimere razionalità, libertà e democrazia. Per tutti.

Askatasuna, la violenza, il futuro

Sabato, a Torino, è successo quello che molti temevano e altrettanti speravano. Un grande corteo pacifico ha visto, al termine, scontri tra manifestanti e polizia. La violenza indiscriminata è di per sè una sconfitta. Il pestaggio di un agente isolato è una vergogna per il movimento, che deve fare una riflessione autocritica non rituale. Ma bisogna evitare di cedere alle strumentalizzazioni di una destra che cerca lo sbocco autoritario.

Askatasuna: ho fatto un sogno

Lo sgombero del centro sociale Askatasuna e le dinamiche da esso innescate sono una sorta di laboratorio, non solo a livello torinese. Si incrociano, nella vicenda, le politiche di governo delle città, la deriva repressiva e autoritaria in atto nel paese, le scelte delle amministrazioni locali e la riorganizzazione dell’antagonismo sociale. Per questo le prossime mosse del sindaco di Torino sono un banco di prova.

La destra e il diritto penale dell’insicurezza

L’obiettivo della destra è un diritto penale illiberale, piegato alle diverse emergenze, esteso all’infinito, segnato da una marcata criminalizzazione di migranti, marginali e ribelli e da un’ampia impunità per i poteri forti. È, a ben guardare, un diritto che accresce, anziché ridurre, l’insicurezza sociale ma rappresenta il necessario complemento dei progetti di revisione dell’assetto istituzionale in senso autoritario.

Pasolini. Una sconcertante attualità

La scelta di raccogliere e riproporre in una “Talpa” gli articoli pubblicati negli ultimi mesi in queste pagine su Pasolini ha una ragione precisa. Il loro insieme, infatti, aiuta a comprenderne la straordinaria e sconcertante attualità nel cogliere la mutazione antropologica indotta dal capitalismo e ci consegna un intellettuale a tutto tondo in un tempo che ha perso il gusto del conflitto, dell’autonomia, della poesia (cioè il proprium degli intellettuali).

Fare la guerra ai migranti fa male a tutti

Ovunque, in Occidente, l’affermazione delle destre autoritarie e razziste si fonda sul rifiuto dei migranti. La ricetta è semplice: bisogna respingerli tutti, in tutti i modi. Anche se è impossibile e così si prepara una società vecchia e impoverita e si trasformano dei potenziali cittadini in una torma di sbandati che alimentano l’insicurezza. L’alternativa è un’alleanza con i profughi e con i migranti per costruire una nuova Europa.