Coni, un usato sicuro a garanzia di interessi miliardari

Il Coni ha scelto l’usato sicuro, l’ex presidente della canoa Luciano Buonfiglio, a garanzia del prolungamento della gestione Malagò. Operazione perfetta per garantire soldi e interessi, ma con numerosi scheletri nell’armadio: dalla pacificazione con il presidente della Federcalcio Gravina (reduce da insuccessi vergognosi) alla copertura del disastro organizzativo ed economico dei giochi di Milano-Cortina 2026.

La città, la democrazia, la rendita

Le nostre città propongono sempre più il ruolo centrale della rendita a beneficio della finanza, dei grandi fondi, delle piattaforme digitali. Le case si trasformano, da luoghi di abitazione, in merci su cui speculare e i poveri diventano scarti di produzione, rifiuti da espellere nelle periferie, nei centri suburbani, nell’hinterland. La rendita e la connessa repressione diventano così i nemici più insidiosi della città e della democrazia.

L’inattuale attualità di Giulio Maccacaro

Negli anni ‘60 e ‘70 si aprì una stagione nuova per la tutela della salute: a partire dal basso, dai luoghi di lavoro. Si crearono le condizioni per una nuova scienza, espressione di un “altro potere”. Ciò produsse anche la riforma sanitaria del 1978: non la rivoluzione, ma una riforma che cambiò la vita a milioni di persone. Molto di quel processo si deve a Giulio Maccacaro i cui scritti sono oggi opportunamente ripubblicati.

Gaza, l’Ucraina e la sinistra: gli abbagli di MicroMega

C’è chi – da ultimo MicoMega – critica la mancanza, nel popolo di sinistra, di una mobilitazione in favore dell’Ucraina analoga a quella per la Palestina. Sfugge, a questa critica, l’abissale differenza tra un genocidio scientificamente praticato e una guerra, pur cruenta e ingiustificabile. E sfugge la necessità, per l’Ucraina, di un’iniziativa di pace e non di un sostegno purchessia funzionale alla prosecuzione della guerra.

C’era una volta il Leoncavallo

Da tempo il Leoncavallo aveva smesso si essere un avamposto di antagonismo sociale, com’era stato nella Milano di fine Novecento, ma il suo sgombero, avvenuto giovedì scorso, ha chiuso un’epoca. Oggi più di ieri le realtà borderline come i centri sociali non sono un lusso ma una necessità. Ma la loro realizzazione richiede, probabilmente, nuove modalità, nuove strade, nuove alleanze.