Dopo l’affettività e la sessualità, a quando il consenso per la filosofia?

Un emendamento a un progetto di legge vieta le attività di educazione all’affettività e alla sessualità nella scuola dell’infanzia e in quella primaria e secondaria di primo grado e le subordina, nelle superiori, al consenso delle famiglie. A quando l’indice dei filosofi proibiti e la censura, per il carattere “licenzioso”, dei testi, di Platone e di Epicuro?

Discoteche e buttafuori: una ricerca etnografica

Le discoteche non godono di buona stampa. È, infatti, opinione corrente che esse siano frequentate da giovani poco acculturati, intossicati di musica mediocre, spesso dediti alla violenza e all’uso di droghe e che i buttafuori siano fascisti o rambo. Questa vulgata è in parte smentita da una recente ricerca etnografica che evidenzia come talora proprio i buttafuori pratichino forme di mediazione più di altri operatori.

La tragedia e la speranza della Storia

In Palestina le vittime diventano carnefici e si ridisegna la Storia che ci siamo sforzati di cancellare. Ciò accade anche perché la memoria della tragedia è spesso rituale e non si trasforma in pentimento. Eppure c’è una speranza, seppur piccola e in prospettiva: se, dopo tanto odio, è intervenuta, tra tedeschi ed ebrei una solida amicizia, lo stesso può accadere, in un futuro da costruire, anche tra israeliani e palestinesi.

Sanità: allarme rosso per le liste d’attesa

Le liste d’attesa in sanità sono, per lo più, lunghe. Ma spesso le istituzioni, invece di ridurle, le incentivano. È il caso, per esempio, della Regione Lombardia, che ha previsto accordi particolari per l’invio al SSN dei titolari di assicurazioni, fondi integrativi e mutue. In altre parole, una corsia preferenziale. La conseguenza è evidente: posto che le risorse del SSN restano le stesse, le liste d’attesa, per gli altri, si allungheranno.

Il diritto è nelle piazze

Sono stati giorni straordinari, un tornante della storia. Il diritto, ignorato e denigrato da Israele e dai governi suoi complici, si è materializzato nelle piazze. A violarlo sono il genocidio in atto a Gaza, l’occupazione dei territori in Cisgiordania, il blocco navale in acque internazionali, l’abbordaggio delle navi, il sequestro dei membri delle flottiglie solidali. Ad affermarne l’esistenza sono, oggi, le piazze e chi le occupa.

L’obiezione di coscienza della Flotilla, la bestemmia di Netanyahu

Dire di fronte all’Assemblea delle Nazioni Unite, come ha fatto Netanyahu, «lasciateci finire il lavoro», è una bestemmia e un’offesa alla verità e alla memoria. Di fronte a una simile enormità, la Global Sumud Flotilla, lungi dall’essere un’iniziativa “irresponsabile”, è un appello all’umano, un gesto estremo contro l’ingiustizia e la complicità.