C’è un rapporto tra barbera e lotta di classe. Ciao Carlin

1973. Un incontro in una fabbrica occupata a Pallanza: “Il rapporto tra barbera e lotta di classe”. E Carlin che spiega: c‘è l’industria, certo, ma c’è anche il primario, l’agricoltura. Ci sono gli operai, certo, ma ci sono anche i contadini il cui lavoro è fondamentale, va rispettato. E poi va detto che c’è la rabbia e c’è la lotta, ma c’è anche la gioia, il riposo, e perché no, il mangiare e il bere bene. Questo era, per me, il compagno Carlin.

Il patto del Comune con Askatasuna era legittimo: parola di Tar

La trasformazione del centro sociale Askatasuna in bene comune gestito con un patto di collaborazione tra il Comune di Torino, un gruppo di cittadini e gli originari occupanti non è andata a buon fine per lo sgombero dell’edificio da parte della polizia. Ma tra i lasciti di quell’esperienza c’è una pronuncia del TAR che, seppur per implicito, ha riconosciuto la legittimità amministrativa del “governo condiviso” di beni pubblici.

Il Servizio sanitario non c’è più: è possibile ripristinarlo?

Il SSN è stato smantellato. Per ragioni che non hanno nulla a che fare con la tutela della nostra salute. Sono state di fatto ripristinate le “mutue” e il sistema, da pubblico, è diventato misto. Riportare la sanità all’universalismo è possibile. Ma è inutile farsi illusioni. Non bastano né rappezzi né una “riforma organica” del settore; ci vuole un programma complessivo di governo, alternativo a quelli degli ultimi 30 anni.

La scuola di Valditara: una pratica di disciplinamento

Il progetto di scuola della destra è chiaro: i più bravi potranno scegliere un liceo, i meno bravi con basse aspettative potranno accedere a un tecnico o a un professionale, per i meno bravi dei meno bravi c’è sempre la Filiera che permette lo “sconto di pena” di un anno. La scuola, da occasione e strumento di emancipazione, torna ad essere “pratica di disciplinamento” degli allievi. Ma noi, è questo che vogliamo?

Bambini in carcere

Venticinque bambini vivono oggi in carcere insieme alle loro madri. Un numero ridotto ma indicativo di una situazione insostenibile ché i primi tre anni di vita sono una fase critica per lo sviluppo cerebrale. Occorre, dunque, una svolta finalizzata alla sostituzione del carcere con misure alternative. Lo impongono la protezione dell’infanzia e la civiltà giuridica e sociale del Paese.

Salute per tutti: il diritto negato

In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e, nel triennio 2020-2022, 16.192 infermieri hanno lasciato il Servizio Sanitario Nazionale. Delle 1.715 Case di comunità programmate soltanto 66 prevedono tutti i servizi obbligatori (il 3,8% dell’obiettivo) e dei 594 Ospedali di Comunità previsti ne sono attivi solo 163 (il 27%). A fronte di ciò manca un progetto e la spesa per la sanità pubblica diminuisce.

L’antimafia sociale di Pio La Torre

Pio La Torre, del cui omicidio ricorre oggi l’anniversario, viene considerato dai più una figura istituzionale vittima di una indifferenziata violenza mafiosa. In realtà La Torre era ben di più: era la cerniera tra i movimenti, le forze politiche e le istituzioni, protagonista di un’antimafia sociale capace di collegare il contrasto alla criminalità con la questione dello sviluppo economico e il pacifismo. Per questo fu ucciso.

Jesse Owens e Luz Long: lo sport contro il razzismo

Jesse Owens e Luz Long erano due atleti che parteciparono alle Olimpiadi di Berlino del 1936: nero americano il primo, vincitore di quattro medaglie d’oro; tedesco il secondo, sconfitto da Owens nel salto in lungo. Tra loro nacque un’amicizia profonda, più forte della deplorazione nazista per il loro abbraccio dopo la gara. E quell’amicizia resta contro ogni falso mito, di ieri e di oggi, di superiorità razziale.

Ingiusta detenzione e sfida del garantismo

Di garantismo si è molto parlato, più a sproposito che a proposito, nel recente dibattito referendario. Passato il clima elettorale, è tempo di analisi specifiche. Prendiamo il tema della ingiusta detenzione: massima nei maxiprocessi di criminalità organizzata e nelle regioni del Sud. Un cittadino calabrese ha 11 volte più possibilità di essere ingiustamente arrestato di un cittadino delle regioni più fortunate del paese.