Salvatore Palidda, già docente di Sociologia all’Università di Genova, ha precedentemente vissuto in Francia, dove ha conseguito il dottorato dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e cominciato la sua carriera di ricercatore. Ha studiato soprattutto le polizie e gli apparati di sicurezza e scritto, tra l’altro, Polizia postmoderna (2000) e, da ultimo, Polizie, sicurezza e insicurezze (2021).

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Discoteche e buttafuori: una ricerca etnografica

Le discoteche non godono di buona stampa. È, infatti, opinione corrente che esse siano frequentate da giovani poco acculturati, intossicati di musica mediocre, spesso dediti alla violenza e all’uso di droghe e che i buttafuori siano fascisti o rambo. Questa vulgata è in parte smentita da una recente ricerca etnografica che evidenzia come talora proprio i buttafuori pratichino forme di mediazione più di altri operatori.

Perché cresce la corruzione?

Negli ultimi 40 anni corruzione e illegalismi sono aumentati in maniera significativa e, con essi, i pubblici amministratori coinvolti. È l’effetto della controrivoluzione liberista (meno Stato + mercato) che ha abbattuto il senso delle regole, esaltato la discrezionalità degli apparati, dato forza a cerchie di pressione di ogni tipo, emarginato il controllo e la partecipazione dei cittadini.

Le insicurezze ignorate

Da decenni nel nostro Paese sono in voga “tolleranza zero” e aumento della penalità. Senza che ciò aumenti il senso di sicurezza dei cittadini. Ciò perché crescono e restano prive di contromisure le “sicurezze ignorate” a cominciare dai rischi di malattie da contaminazioni tossiche e dagli incidenti sul lavoro.