Come progettare nuvole nuove

Il digitale produce tra il 2 e il 4% delle emissioni di CO₂ del mondo, più dell’aviazione. Con l’introduzione dei nuovi software di Intelligenza Artificiale, Google e Microsoft stiano consumando insieme più energia di paesi come l’Irlanda o la Nigeria. E il trend è in ascesa. Eppure un web più responsabile, più sostenibile, più giusto, più attento agli indicatori ambientali è possibile. A novembre una serie di lezioni per dirlo.

Riforma della cittadinanza o tormentone estivo?

Come prevedibile, il dibattito estivo sulla riforma della cittadinanza, anche nella versione ridotta dello “ius scholae”, non ha prodotto risultati. È il frutto della difficoltà del nostro Paese – a differenza di quanto accade in Francia, in Gran Bretagna, in Germania e in altri paesi europei – a fare i conti con la natura strutturale della presenza immigrata e con i mutamenti sociali e culturali indotti dalle dinamiche migratorie.

Il calcio italiano è fallito, ma finge di non accorgersene

Il calcio italiano è fallito, anche se finge di non accorgersene, protetto da apparati che lo difendono come un bene primario (non sarà l’“oppio dei popoli” in revisione contemporanea?). Nel mercato appena chiuso la serie A ha speso 750 miliardi e le società vivono molto al disopra delle proprie possibilità. Non dichiarano fallimento solo perché sono troppo grandi per farlo. Con poche (piccole) eccezioni.

Tutti a scuola, ma di quali “novità” abbiamo bisogno?

Di fronte alle “novità” annunciate per la scuola, è meglio non abbandonare il “vecchio” che può essere ancora utile e formativo. Mi riferisco a una didattica che favorisca alcune competenze sempre più rare (saper scrivere in corsivo, saper usare la punteggiatura, imparare a memoria qualche testo) e a una cultura dell’etica, comune a docenti e allievi, che renda anche la scuola trasparente e inappuntabile.

Gaza, l’informazione negata e l’ennesimo tradimento dei chierici

L’informazione su Gaza è oltre l’immaginabile, oltre la decenza, oltre ogni deontologia professionale. Un caso da manuale di genocidio è finito in un cono d’ombra, tra falsità, silenzi, manipolazioni, distorsioni aberranti. Lo documenta, da ultimo, il libro “Gaza, la scorta mediatica” di Raffaele Oriani, che, in polemica, con questo modo di informare ha lasciato, nel gennaio scorso, “la Repubblica”.

La scuola e la “congiura dell’ignoranza”

Da almeno vent’anni è in atto, nel nostro Paese, una progressiva desertificazione culturale, che investe la scuola superiore e l’Università. La cosa è conclamata ma spesso ne sfugge la ragione che, in realtà, è molto chiara: in una società a trazione tecnocratica non servono intellettuali ma esecutori. Essere moderatamente ignoranti e restare sempre dentro il perimetro della ragione strumentale è la condizione ideale.