“Repubblica” e la felicità della trincea
«Con i soldati ucraini al di là del confine: “Felici di guidare un tank in Russia”». Così titola “la Repubblica”, incurante del fatto che ogniqualvolta la guerra viene sublimata agitando i toni della fascinazione estetica, si finisce in una regressione di civiltà. Le invettive di Dante nella nona bolgia dell’ottavo cerchio dell’“Inferno” sembrano dimenticate in un’Italia penetrata da una cultura dal gusto vagamente fondamentalista.
