“Repubblica” e la felicità della trincea

«Con i soldati ucraini al di là del confine: “Felici di guidare un tank in Russia”». Così titola “la Repubblica”, incurante del fatto che ogniqualvolta la guerra viene sublimata agitando i toni della fascinazione estetica, si finisce in una regressione di civiltà. Le invettive di Dante nella nona bolgia dell’ottavo cerchio dell’“Inferno” sembrano dimenticate in un’Italia penetrata da una cultura dal gusto vagamente fondamentalista.

La scuola al servizio dell’impresa

Nella scuola della Costituzione il sapere ha un valore in sé e la finalità di formare persone critiche, liberamente pensanti. In senso opposto si muove il disegno di legge governativo relativo all’istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale che disegna un sistema scolastico diretto a formare soggetti adatti al mercato del lavoro, flessibili rispetto alle sue esigenze e ai suoi cambiamenti.

I cani d’Albania

È il febbraio 1982. Alcuni brigatisti arrestati per il sequestro del generale Dozier denunciano di aver subito violenze sistematiche nel distretto di polizia Ca’ Rossa di Mestre. La pratica delle torture è confermata dalle inchieste di due giornalisti e da tre operatori di polizia. I primi vengono arrestati, i secondi emarginati. Il processo originato da quelle dichiarazioni è archiviato. 20 anni dopo, il commissario Genova confermerà che era tutto vero.

Le “liste d’attesa” in sanità: la montagna e il topolino

La legge n. 107/2024, nota come decreto legge “liste d’attesa” in sanità, approvata con squilli di tromba, non affronta nessuna delle questioni principali, segnalate come minacce alla salute degli italiani dagli organismi internazionali. Per di più contiene essenzialmente disposizioni di indirizzo, spesso contraddittorie, e sembra avere come preoccupazione principale quella di evitare «nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

Il business della sanità e le liste d’attesa

Le liste d’attesa in sanità non sono l’esito di scelte organizzative inadeguate, ma una questione di natura squisitamente politica. Per il privato, infatti, sono un ottimo affare e, insieme ai tagli alla sanità pubblica e alla moltiplicazione degli esami inutili, alimentano un mercato fiorente di sanità a pagamento. Mentre quattro milioni e mezzo di italiani rinunciano, per motivi economici, a visite mediche.

La macchina del fango è sempre accesa

Questa volta tocca a me. Ci sono, a Siena, dei richiedenti asilo pakistani accampati per strada. Come Università per stranieri li accogliamo in corsi gratuiti di italiano e in mensa. La loro precarietà, peraltro, perdura e provoca, inevitabilmente, dei problemi che segnalo alle autorità competenti. Ciò non modifica le condizioni dei richiedenti asilo, ma provoca una campagna di stampa in cui divento io il razzista! Così, non a caso, va il mondo…

Le olimpiadi tra sport e geopolitica

Le olimpiadi appena concluse (senza la Russia) sono state, oltre che una manifestazione sportiva, un’occasione per incidere su controversie internazionali. Ciò, insieme all’ostentazione della forza “nazionale” di fronte a interlocutori planetari, accade da tempo e vale sia in caso di partecipazione che in caso di ballottaggio, elemento spesso rivelatosi decisivo per influenzare o rovinare i giochi organizzati da altri.

Nello sport passioni tristi

Viviamo un tempo di passioni tristi, in cui il cattivo gusto va di pari passo con la retorica e la negazione del buon senso. Lo si è visto, da ultimo, nell’indecorosa fuga dal ring della pugile Angela Carini con il seguito di polemiche costruite a tavolino. C’è un’alternativa possibile ma, per costruirla, occorre non lasciare nulla che ci sembri ingiusto senza almeno un commento.

L’orsa KJ1 e noi umani. Quando la coesistenza diventa pericolosa

L’abbattimento, qualche giorno fa in Trentino, dell’orsa KJ1 ripropone la spinosa questione della coesistenza tra gli umani e una fauna selvatica in continua espansione anche in luoghi prossimi agli abitati. Il caso degli orsi (oggi un centinaio in Trentino) è particolarmente delicato. L’abbattimento non è la soluzione (e bisogna sperimentarne altre) ma in casi estremi può diventare priva di alternative.