Il sogno di Israele: annientare i palestinesi

Prima il genocidio, poi la minaccia di occupare l’intera striscia di Gaza. Ma dove vuole arrivare Israele? La risposta è drammaticamente semplice: all’annientamento dei palestinesi, come proclamato dai padri storici del sionismo secondo i quali, letteralmente, “i palestinesi non esistono”. Tutto sta scritto, sin dal 1948, nelle parole, tanto profetiche quanto inutili, di due ebrei illustri come Einstein e Hannah Arendt.

Gaza: le parole e i fatti

Cominciano ad emergere, anche tra gli Stati, denunce del genocidio in atto a Gaza e propositi di riconoscere lo Stato di Palestina. È una virata autentica, seppur tardiva? Perché sia tale, e non l’ennesima menzogna che copre lo status quo, occorre che alle parole seguano i fatti: la rescissione degli accordi di collaborazione con Israele, la cessazione della vendita di armi, l’applicazione delle risoluzioni dell’Onu. Subito.

L’Occidente, i diritti umani, la democrazia. Intervista con Patrick Zaki

Sono stato in carcere in Egitto 20 mesi e 8 giorni. Prima ero uno studente tra gli altri. Ma il carcere ha cambiato tutto. E mi ha aperto gli occhi sulla centralità della Palestina. Oggi penso ai diritti umani e mi chiedo e vi chiedo: se non valgono per tutti nel mondo, non c’è un problema generale? Un problema che riguarda tutti, compreso l’Occidente?

Su Gaza basta ambiguità! Lettera alla presidente del Consiglio di 34 ex diplomatici

“L’orrore perpetrato a Gaza nei confronti di civili inermi, qualificabile come pulizia etnica, non ha nulla a che vedere con il diritto all’autodifesa. Non bastano le parole. Servono gesti politico-diplomatici concreti a cominciare dalla sospensione di ogni cooperazione militare con Israele e dal riconoscimento dello Stato di Palestina”.

Gaza, simbolo dell’ingiustizia globale

A Gaza il genocidio è l’unico pane quotidiano. E di fronte ad esso misuriamo la nostra impotenza e l’apparente inutilità di analisi, denunce, appelli. Eppure sono proprio i movimenti che in tutto il mondo si sono identificati con Gaza a rendere evidente che la sua indicibile tragedia è l’altra faccia della impunità dei poteri forti (economici e politici) che sono il vero nemico da combattere.

Il passo avanti dei BRICS

Il summit dei BRICS di Rio de Janiero segna una svolta. Un blocco in forte crescita economica e alternativo all’Occidente promuove il suo progetto strategico per rafforzare il Sud globale, riformare istituzioni come il Consiglio di sicurezza dell’ONU, realizzare pace e sostenibilità climatica, intaccare il primato del dollaro negli scambi commerciali. Va preso sul serio in questa epoca di transizione egemonica globale.

Morte e apologia dell’universalismo

Srebrenica e Gaza, dove l’Onu e il diritto internazionale sono morti, devono toccarci nel profondo. La sinistra ha sempre diffidato dell’universalismo. E con buone ragioni. Ma ora che esso e le sue istituzioni sono morte, nessuno può fermare la violenza indiscriminata dei nazionalisti. Davvero possiamo continuare a diffidare dell’universalismo, mentre siamo circondati dai nazionalismi?

Turchia: la voce di Nudem Durak

Mentre il PKK ribadisce la propria decisione di mettere fine alla guerriglia e di proseguire nella difesa dei diritti del popolo kurdo con gli strumenti della politica, il regime di Erdogan continua nella sua attività di repressione di ogni forma di libertà. Le carceri sono piene di oppositori come Nudem Durak, cantante popolare, condannata a più di 10 anni di carcere per la fantasiosa accusa di sostegno al terrorismo.