La questione del lavoro in India, a partire dai margini

Le condizioni di lavoro in India sono drammatiche: per tutti e per le donne in particolare. Crescono i contratti a breve termine, si diffondono turni di lavoro di 12 ore (non pienamente retribuiti), la sicurezza è sacrificata alla produttività, ogni tentativo di sindacalizzazione è contrastato. È il trionfo del neoliberismo autoritario contro cui sono intervenute, nel luglio scorso, imponenti manifestazioni di lavoratori e lavoratrici.

Stati Uniti: dallo Stato di diritto al potere assoluto

L’inedito dispiegamento della forza militare nelle città americane liberal, messo in atto da Trump a partire dal mese di giugno non è una semplice operazione demagogica per acquisire consenso popolare in vista delle prossime elezioni di mid-term. È, piuttosto, un clamoroso sconfinamento nelle prerogative del Congresso e dei singoli Stati e un passo decisivo verso l’assunzione di un potere assoluto che mina lo Stato di diritto.

Gaza: La soluzione finale

L’occupazione di Gaza City e il progetto di ulteriore espansione degli insediamenti in Cisgiordania aprono la strada alla “soluzione finale”: lo sterminio del popolo palestinese e l’accaparramento della terra “che va dal fiume al mare”, in attuazione di un supposto mandato biblico. Solo una crescita della mobilitazione contro la tradizionale impunità di Israele può impedire che quel folle disegno si realizzi.

Immagini del disastro: fare il deserto e chiamarlo pace

Le parole di Calcago, capo dei Caledoni, sulla pace secondo i Romani, riportate da Tacito alla fine del primo secolo d.C., sono tragicamente attuali. Pace a Gaza, per Israele e per gli Stati Uniti, significa “occupare Gaza e colonizzarla, e non lasciare lì un solo bambino”. Così come la pace all’esito della seconda guerra mondiale fu distruggere la vita a Hiroshima. E farlo impunemente. Fino a quando qualcuno si ribellerà.

Stati Uniti: ambiente e terre pubbliche sotto attacco

Col ritorno di Trump al governo è in atto il più grande assalto mai avvenuto negli Stati Uniti contro le terre pubbliche e le persone che le proteggono. Ad essere colpiti sono i parchi naturali (con concessioni per trivellazioni, estrazioni di minerali e disboscamento) e le agenzie federali di tutela (con licenziamenti in massa) mentre è ripresa alla grande la combustione del carbone e sono incentivate le grandi opere.

La catastrofe alimentare: Gaza e non solo

Nel 2022 l’accesso al cibo era precluso a 691-783 milioni di persone. Poi la situazione è peggiorata. L’epicentro del fenomeno è Gaza dove la fame è un’arma di guerra, al pari delle bombe: il 30% dei bambini soffre di malnutrizione acuta e ogni giorno due persone su 10.000 muoiono per fame e malnutrizione. È un crimine di guerra intollerabile che, peraltro, lascia indifferente la comunità internazionale.