Dietro l’angolo, un premierato torbido

È un premierato torbido quello previsto nel disegno di legge costituzionale varato dal Governo. Torbido perché, con il mito della stabilità, veicola il dis-equilibrio dei poteri, l’abbattimento della partecipazione e una democrazia subordinata a un capo o, più propriamente, un’autocrazia. Occorre reagire. Subito. Prepararsi a un referendum oppositivo costruendo una contro-egemonia nel segno del conflitto sociale dal basso.

La riforma costituzionale della destra: eliminare il pluralismo

Il Governo vuole l’elezione diretta del premier, beneficiato, qualunque sia il numero di voti riportato, del 55% dei parlamentari (una dote non prevista in alcuna democrazia al mondo) e sostituibile, nella legislatura, solo una volta e con un parlamentare eletto nella sua stessa lista. Si tratta di un mix bizzarro di istituti diversi che ha il solo scopo di eliminare il pluralismo, sostituendolo con una sorta di autocrazia elettiva.

Si scrive nucleare, si legge profitto

Il nucleare pulito non esiste, non è dietro l’angolo e non è più economico di altre fonti di energia. Ma, come tutte le grandi opere, promette rilevantissimi profitti privati pagati dalle casse dello Stato. Dunque, perché cercare altre strade, turbando il sacro mercato? Ci sono rischi per le generazioni future? Forse, ma «perché dovrei preoccuparmi dei posteri? Cos’hanno mai fatto i posteri per me?».

Bombardamenti: un po’ di storia

«Lo scopo è distruggere Gaza, distruggere questo male assoluto» ha dichiarato un diplomatico israeliano. È la finalità diretta dei bombardamenti. Non da oggi. Già cent’anni fa un generale italiano affermava che, nella guerra moderna, «non può più sussistere una divisione fra belligeranti e non belligeranti» e gli obiettivi dei bombardamenti devono essere fabbricati normali, abitazioni, stabilimenti e una determinata popolazione.

Palestina. Comprendere il passato per guardare al futuro

Senza i conti con la storia non ci sarà pace a Gaza e in Cisgiordania. In Israele prevalgono il “partito del controllo” (sull’intero territorio dal Giordano al mare) e quello, ancor più radicale, “dell’apartheid”. C’è però anche, seppur minoritario, un “partito dell’uguaglianza”, che, con diverse prospettive, propone una soluzione di pari dignità e diritti per israeliani e palestinesi. Da lì occorre partire. È l’unica possibilità.

Gaza: non è difesa, è genocidio

L’intensità ed estensione degli attacchi di Israele a Gaza mostrano che essi sono rivolti, come ammettono le stesse fonti israeliane, non solo contro Hamas ma contro l’intera popolazione della Striscia. Ciò integra, secondo il diritto internazionale, un’ipotesi di genocidio. In questa situazione non ha senso progettare Conferenze di pace quando non si ha il coraggio di chiedere un immediato cessate il fuoco.

«Una volta in Palestina eravamo fratelli», intervista ad Ali Rashid

Ali Rashid, già rappresentante dei palestinesi in Italia, continua a sognare uno Stato democratico per due popoli e racconta: «Il villaggio delle mie origini, Lifta, era un rifugio sicuro per gli ebrei che scappavano dal fascismo e dal nazismo che li annientava nella tragedia dell’Olocausto e, quando ci torno, penso a mio nonno che andava a Safad in Galilea per comprare un foulard di seta dalla comunità ebraica».

Povertà, salute negata e contraddizioni del Governo

Il Servizio Sanitario Nazionale è inadeguato, il Sud è prossimo al “deserto sanitario”, la povertà è ai massimi storici, gli sfratti per morosità aumentano mentre, parallelamente, crescono i super ricchi e i loro patrimoni. Per invertire la tendenza bisognerebbe potenziare la sanità ed evitarne la frammentazione, investire nel welfare prelevando risorse dai redditi più alti. Ma il Governo continua a percorrere la strada opposta.