Natale. E la parola avvenne nella carne

La liturgia del Natale, con le parole del vangelo di Giovanni, ci dice che, se Gesù esprime pienamente il Divino, è un Dio che si pone senza volontà di erigere strutture di dominio, rimane nella logica dell’erranza, va nomade dove lo si accetta. Di qui la speranza che l’esserci – accanto ai piccoli, i violentati, gli umiliati – sia ancora la prospettiva in cui costruire politiche radicate in quel che è vero.

Automotive, il miraggio della ripresa

Riuscirà una massiccia iniezione di sussidi, quella rivendicata da Confindustria, sindacati e opposizione o quella proposta a livello di UE ad arginare o invertire il corso della crisi dell’automotive? No. Per molte e concorrenti ragioni. Per arginare la crisi climatica e garantire la mobilità di domani occorre investire sul potenziamento del trasporto pubblico di massa e flessibile e su una rapida conversione energetica.

Siria, frontiere innaturali e insanguinate

La configurazione del Medio Oriente fatta dalle potenze coloniali nel ’900 ha creato le divisioni alla base dei conflitti odierni. Dopo anni di repressione e guerre, la Siria rischia di essere smembrata dalle forze che se ne contendono i territori. Per ora l’unico fatto certo è che aerei israeliani bombardano impunemente la Siria e le loro truppe occupano altre terre aldilà del Golan per non restituirle mai più, in spregio alle Nazioni Unite.

Amo lo Stato della Costituzione, non quello di Salvini

Mi contestano di avere, come sindaco di Riace, rilasciato delle carte di identità a migranti che non ne avrebbero avuto diritto e di avere detto di odiare questo Stato. È vero! Cerco di dare dignità di persone a donne e uomini che questo Stato rifiuta. E odio lo Stato di Salvini, del decreto Cutro, delle baraccopoli e della criminalizzazione delle Ong. Lo Stato che amo è solo quello della Costituzione.

Difendiamo l’Università pubblica!

È in atto, in Italia, il tentativo di controllare le Università e distruggerne l’autonomia, seguendo il modello ungherese. Le tappe del disegno sono chiare: affamare le università, aumentare il precariato, contrarre l’autonomia, limitare la libertà, indurre le università a fondersi tra loro e a trasformarsi in fondazioni controllate dal capitale privato e dal Governo. Occorre reagire finché siamo in tempo.

La Siria e le incerte prospettive delle minoranze

La caduta del sanguinario regime di Assad, propiziata da un gioco di squadra tra Tel Aviv e Ankara, apre per la Siria prospettive incerte. In particolare per le minoranze. L’uomo forte del nuovo regime, al-Jolani, è, infatti, un fondamentalista salafita su cui ancora pende una taglia Usa di 10.000 dollari e la Turchia, sua mentore, cerca di cogliere l’occasione per cancellare la presenza kurda nel Rojava e annetterne il territorio.

Ricordiamoci di Rojava!

Non ha senso fare gli indovini su cosa succederà in Siria, in una situazione che sta rimescolando i profondi disequilibri già esistenti. Ma è chiaro il pericolo che corre l’esperienza civile e democratica di Rojava e del popolo kurdo, sotto attacco da parte delle milizie filoturche e della stessa Turchia. Spetta anche alla comunità internazionale, oggi in preoccupante silenzio, preservarla e salvaguardarla

Organizzare la disobbedienza civile

Come organizzare forme efficaci di opposizione? I cambiamenti sociali e politici più rilevanti sono stati iniziati da frange marginali che hanno saputo aggregare e coinvolgere. Bisogna esserne consapevoli e, poi, costruire una visione di futuro, usare quanto è nella propria disponibilità per sottrarre consenso al potere, realizzare nel momento in cui si lotta pratiche di vita che prefigurino ciò verso cui si tende.

La legge “Salva-Milano”: il funerale dell’urbanistica

La legge “Salva Milano” è un attacco all’idea stessa di urbanistica e, insieme, a una concezione di città a misura d’uomo. Con essa la realizzazione di un grattacielo al posto di una vecchia costruzione a due piani passa per rigenerazione urbana senza rischi per le amministrazioni. E spiace (benché sia diventata un’abitudine) vedere che a questo scempio concorra la sinistra di governo (a Milano e non solo).