Dirlo con un lenzuolo: no al genocidio!

Un lenzuolo spunta da un cancello, da un condominio, da una finestra. Sono molti anche i Comuni, da nord a sud, che sabato hanno appeso il lenzuolo. Una chiesa ha messo un lungo telo bianco davanti al portone: «Come si fa a piangere 50mila morti?». L’appello di Tomaso Montanari e Paola Caridi “Un sudario per Gaza” ha risvegliato le coscienze. È solo un segnale, ma non certo di resa al prevalere del disumano.

Un sudario per Gaza

I sudari contengono, accolgono, proteggono, abbracciano i corpi dei palestinesi uccisi in questo anno e mezzo di follia militare e politica, israeliana e internazionale. Questo accade a Gaza. Esportiamolo nel nostro Paese, esponendo lenzuoli o teli bianchi su finestre, balconi, piazze, profili social, ovunque. Perché i nostri governanti li vedano: e ne sentano tutto il peso, sulle loro coscienze.

Pietro Ingrao

Pietro Ingrao – “Volevo la luna” vent’anni dopo

A vent’anni dalla sua prima uscita è ora in libreria la riedizione per Einaudi della straordinaria opera autobiografica di Pietro Ingrao, Volevo la luna. Il suo significato è sintetizzato perfettamente dalle parole dei figli quando dicono che “tutta la storia che nostro padre ha voluto narrare, nella fase finale della sua vita, è nell’intreccio fra immersione nell’esperienza collettiva e interrogativi interiori”. Buona lettura.

Gaza. Ingegneria coloniale

Ciò che sta accadendo a Gaza sotto gli occhi del mondo è, oltre che un massacro sistematico di bambini, donne e uomini, il più grande esperimento di ingegneria sociale violenta condotto su un intero popolo. È la distruzione, per il tramite della fame, della società dal suo interno, per poi ricostruirla come un corpo senza anima o come un popolo disposto ad accettare di sopravvivere senza prospettive politiche e senza diritti.

Digitale: abbondanza o sobrietà?

Abbiamo imparato a considerare il digitale come qualcosa di immateriale, ma “Inferno digitale” di Guillaume Pitron ci costringe a guardare dietro le quinte: il mondo virtuale è sostenuto da una gigantesca infrastruttura materiale, con un impatto ambientale invisibile ma enorme. Non basta ottimizzare: serve una vera e propria sobrietà digitale, capace di coniugare innovazione e rispetto dei limiti planetari.

De-occidentalizzare e de-patriarcalizzare la Chiesa

L’impegno per la pace è, per il nuovo papa, un fatto acquisito. Forse lo è anche la sensibilità per il flagello della povertà e per la questione ecologica. Ma ci sono altre sfide epocali che attendono la Chiesa: in particolare la de-occidentalizzazione e la de-patriarcalizzazione, su cui Francesco ha mosso i primi passi. Solo affrontandole con coraggio e determinazione si potrà aprire, per la Chiesa, una nuova primavera.

Papa Leone e l’incerto futuro della Chiesa

Sul versante sociopolitico il segno del pontificato di Leone XIV non potrà che essere all’insegna della critica al neoliberismo trionfante. Più delicata sarà la dimensione teologica e pastorale. In molti, infatti, sollecitano la restaurazione di una Chiesa “ordinata” e “rassicurante”, che non si proponga di incontrare le diversità in modo paritario. Qui si giocherà la differenza o la continuità con le aperture di Francesco.

L’Occidente e una pretesa superiorità che non esiste

Scrittori, politici, giornalisti si affannano a celebrare una pretesa superiorità culturale ed etica dell’Occidente. Non si accorgono che quella superiorità se mai esiste, non è quella di Socrate ma quella di chi a Socrate ha dato la morte. In realtà l’Occidente si pensa come mondo ma non è il mondo. E se il futuro dell’Occidente è la supremazia dei ricchi senza regole né leggi, non è affatto detto che questo sia il futuro del mondo.

«La vita è una bellissima avventura e un miracolo»

Pepe Mujica, il guerrigliero diventato presidente dell’Uruguay, se ne è andato, all’età di 89 anni. È stato un socialista anomalo, di rara semplicità e coerenza. Ha vissuto in modo frugale e lottato contro il liberismo e il consumismo. Prossimo alla fine si è congedato in modo schivo e intenso, aggiungendo: «La vita è una bellissima avventura e un miracolo, ma noi siamo troppo concentrati sulla ricchezza invece che sulla felicità».