Contro la barbarie ci restano la cultura e l’umanesimo

Era il 1969 e Luciano Bianciardi, in una graffiante corrispondenza da Tel Aviv, svelava con la consueta lucidità l’operazione in atto di annientamento della Palestina. Solo gettando l’ancora nel passato si può capire il presente e magari scoprire che – come sostiene Daniel Baremboim – l’umanesimo è l’unica (e l’ultima) resistenza che abbiamo contro le pratiche disumane e le ingiustizie che sfigurano la storia umana.

La guerra e il clima: oggi Gaza, domani i migranti

Come sarà il mondo dal punto di vista fisico, climatico, sociale, di qui a 10-20 anni? Secondo le previsioni più accreditate circa la metà degli abitanti del pianeta (4 o 5 miliardi di persone) sarà costretta a emigrare, trasferendosi altrove, a causa dei cambiamenti climatici. L’Occidente si attrezza per cercare di impedirlo: in questa prospettiva il massiccio riarmo a cui assistiamo è la prima fase e Gaza è un laboratorio.

Il genocidio è americano

Il cessate il fuoco a Gaza ottenuto da Trump è un sollievo per tutti ma, per una pace duratura, occorre evitare rimozioni e prendere atto che l’annientamento del popolo palestinese non è un disegno folle e solitario di Netanyahu ma l’obiettivo dell’intero fronte sionista e che il genocidio perpetrato non sarebbe stato possibile senza l’appoggio militare, politico e mediatico degli Usa.

BenPensanti: il podcast di Volere la Luna

Volere la luna si lancia in una nuova impresa: quella di passare dallo scritto al parlato. Ogni mercoledì mattina pubblicheremo un podcast: uno o una di noi affronterà e approfondirà un tema, per lo più ricollegandosi a quelli trattati nel sito durante la settimana. Sette o otto minuti: il tempo, per gli ascoltatori, di sorseggiare un cappuccino e di sbocconcellare un cornetto, un modo per cominciare bene la giornata.

Trump: premio Nobel per la guerra

Il premio Nobel per la pace a Trump sarebbe stato un’offesa intollerabile. Ma resta il fatto che se ne è parlato. Incredibilmente. Non solo per la storia dell’uomo, ma anche per i suoi comportamenti di questi giorni, con la riapertura di scenari di guerra in Sud America e nelle stesse città degli Stati Uniti, con l’esercito schierato in funzione di “ordine pubblico”. Fatti che meriterebbero un Nobel per la guerra.

Gaza: piano di pace o complicità nel genocidio?

La Commissione Onu sui territori occupati lo ha ribadito in maniera netta: a Gaza è in corso un genocidio. Non è una novità. Da tempo ci sono, a dimostralo, migliaia di testimonianze, video, fotografie. Ma non per questo è una conclusione superflua. Ora, infatti, è chiaro che tutti gli Stati hanno l’obbligo di concorrere a interrompere quel delitto e che, in caso di mancata adozione delle misure necessarie, sono complici.