Una memoria per risorgere

“Il romanzo della resurrezione” di Giuseppe Aragno è una appassionata e dolente storia dei vinti, quelli della famiglia del protagonista, subito dopo la guerra e la caduta del fascismo, nella magica e tragica atmosfera di Napoli. Un racconto che si snoda tra politica e affetti. Con l’idea di fondo che non nasciamo liberi, ma segnati dal fare di quanti ci hanno preceduti.

Marcel Griaule: un antropologo in Etiopia

Il ruolo dell’antropologo in contesti molto intricati non può essere quello dell’osservatore neutrale perché lo sguardo scientifico, in essi, è sempre disturbato da pesanti ipoteche politiche. Lo dimostra la vicenda scientifica e umana di Marcel Griaule, ricostruita da Renzo Guolo nel suo ultimo saggio dedicato alla storia dell’etnologia francese.

Lo scisma da un mondo che muore

Nel volume “Lo scisma da un mondo che muore. Jacques Camatte e la rivoluzione”, Michele Garau mette a fuoco l’itinerario teorico del pensatore francese, evidenziando la sua idea di rivoluzione e di critica alla tradizione politica della sinistra. Soltanto un processo di abbandono può provocare la morte del capitale e favorire la nascita di un essere comunitario, i cui tratti tuttavia restano oscuri.

La stella e il bambino

Mi chiamano cometa e dicono che 2025 anni fa ho guidato tre strani personaggi a Betlemme. Così risulta in un affresco di un tal Giotto. In verità io ero solo un frammento di un’esplosione stellare. E anche le date non coincidono. Ma se quel frammento ha aiutato qualcuno a riconoscere un bimbo che ha cercato di cambiare il mondo ne sono contenta. E vi lascio un invito: quando guardate le stelle e i bambini lasciatevi illuminare.

Natale e il sogno che ci manca

Nel presepe napoletano il personaggio più importante è il pastorello addormentato: non può mancare, perché, secondo la tradizione, nel sonno sta sognando il presepe. Senza il suo sogno, non ci sarebbe il presepe e non ci sarebbe alcun Dio. Perché Dio è un sogno dell’uomo. Un sogno di giustizia e di felicità. È quello che oggi ci manca, anche se sappiamo tutto dell’ingiustizia del mondo che ci circonda.

Natale. E la parola avvenne nella carne

La liturgia del Natale, con le parole del vangelo di Giovanni, ci dice che, se Gesù esprime pienamente il Divino, è un Dio che si pone senza volontà di erigere strutture di dominio, rimane nella logica dell’erranza, va nomade dove lo si accetta. Di qui la speranza che l’esserci – accanto ai piccoli, i violentati, gli umiliati – sia ancora la prospettiva in cui costruire politiche radicate in quel che è vero.

La rivoluzione del quotidiano e l’autogestione

Il tema della quotidianità è al centro della riflessione politica e sociale degli anni Sessanta e Settanta. In essa si afferma la centralità dell’individuo nel divenire storico e, con essa, l’autogestione, considerata un mutamento permanente e rivoluzionario, che si propone di trasformare i rapporti fra gli individui, resi conflittuali dal funzionamento e dalla natura del capitalismo.