Pasolini è nel nostro tempo

Pier Paolo Pasolini spesso non è stato capito o è stato strumentalizzato. È il caso dei noti versi sugli scontri di Valle Giulia e del suo asserito “simpatizzare con i poliziotti”, che non era, in realtà, un attacco ai manifestanti ma il rifiuto di una piazza individualista che, invece di essere consapevole manifestazione collettiva, si pone come somma di individui, che vogliono essere belli, farsi i selfie e mettersi in vista di telecamera.

L’idiota artificiale. Soliloquio di un algoritmo

Continua lo scavo di Marco Pozzi nelle opere di Fëdor Dostoevskij. L’articolo è il testo di un episodio della terza stagione del podcast Incontri con la macchina, realizzato con OndeQuadre, webradio del Politecnico di Torino. Il monologo pone di fronte a un dramma: non c’è per l’essere umano più assidua e più tormentosa cura che quella di cercare un essere dinanzi a cui inchinarsi. Ora è la volta dell’algoritmo (idiota).

“Pasolini conservatore” e la destra senza identità

Nel parlare di “Pasolini conservatore” la destra ha finito col parlare di se stessa, per proiettare fuori di sé e mascherare i limiti e le tare culturali che non vuole accettare, che non vuole vedere. Nessun convegno o libro può infatti rimediare a un dato cruciale e cioè che l’attuale destra non ha identità: non perché non abbia tradizione ma perché è completamente egemonizzata dal neoliberalismo.

Il Che restituito alla storia

Che Guevara rivive in un recente libro di Sergio Dalmasso che ha il pregio di districarsi dall’agiografia e dall’iconografia consumistica e di raccontarne il travaglio, confrontandosi con la sua azione politica, militare e militante. Non rinnegando il mito ma evitando di cadere nella “trappola” per cui pensiero, elaborazione politica e teorica cedono il passo alla lettura romantica della sua vita.

Joan Baez: “Continuerò a cantare e a ballare marciando verso la terra della libertà”

Joan Baez, la leggendaria cantante e attivista, si racconta: “La gente mi chiede se penso che la musica sia importante in un movimento, e la mia risposta è: Non mi impegnerei in un movimento che non avesse la musica, perché è il suo supporto vitale. La musica è ciò che ci unisce e ci aiuta a superare i confini e le frontiere. È essenziale. Come il cibo”.

La rinascita greca di Genji lo Splendente

Mettendo in scena, a Parma, “L’ultimo amore del principe Genji” di Marguerite Yourcenar, la regista greca Marilena Katranidou completa il tentativo incompiuto della scrittrice belga di operare una sorta di fusione dell’Estremo Oriente con il mondo greco e balcanico. Funzionale a tale operazione è la geniale trasformazione dell’edificio stesso del teatro nella combinazione di una casa giapponese e di un teatro greco.

Pasolini, cinquant’anni fa

La notte tra l’1 e il 2 novembre di cinquant’anni fa Pier Paolo Pasolini venne barbaramente ucciso a Ostia. La verità su quella morte resterà sepolta con Pino Pelosi, unico condannato per l’omicidio, morto nel 2017. Ci restano, di Pasolini, molte lucidissime analisi. Non ultima la critica al modello di vita imperniato sul consumismo, responsabile di un’omologazione che neanche il fascismo era riuscito a realizzare.