Il sogno di Meloni e Salvini: sovranità illimitata

«Fuori della Costituzione e del diritto non c’è la sovranità, ma l’arbitrio popolare, non c’è il popolo sovrano, ma la massa con le sue passioni e con la sua debolezza»: sono parole di un maestro del diritto costituzionale incomprensibili per Salvini e Meloni, convinti che la vittoria elettorale legittimi tutto (anche le più clamorose violazioni di legge). Questa ignoranza-insensibilità è il maggior pericolo per la Repubblica.

Per cosa manifesterà la piazza del 15 marzo?

Il ceto di governo europeo, incapace in questi anni di qualunque iniziativa di pace, oggi non sa far altro che decidere il riarmo dell’Europa: alimentando così sempre nuovi conflitti e abbattendo ulteriormente lo Stato sociale. Per questo la manifestazione del 15 marzo non servirà a molto, e anzi finirà per assecondare lo scivolamento verso la guerra, se le bandiere europee non saranno affiancate da quelle della pace.

Camilla Sten, L’erede (Fazi, 2025)

Un’anziana signora uccisa. L’assassino che fugge sotto gli occhi dalla nipote della vittima che, però, non può riconoscerlo a causa di una malattia che le impedisce di memorizzare i volti delle persone. I familiari che si ritrovano nella casa di campagna per vendere le proprietà della nonna. A partire da questi ingredienti si snoda un giallo innovativo e classico allo stesso tempo, un vero piacere per gli amanti del genere.

All’Europa servono più armi o una politica diversa?

In Ucraina i morti salgono vertiginosamente e il fronte non si è spostato molto. Tutti i paesi europei insieme possono contare su due milioni di soldati, la Russia su un milione e mezzo. Gli Europei spendono più di 400 miliardi di dollari nella difesa, la Russia 90 miliardi. La domanda è d’obbligo: all’Europa servono più armi o una politica diversa e un forte progetto comune intorno a valori basati sul progresso e la solidarietà?

15 marzo

15 marzo: “Preferirei di no”

Alla Piazza del 15 marzo rispondo sommessamente “Preferirei di no”. Perché nella migliore delle ipotesi il fervorino che la convoca è talmente generico da non dire praticamente nulla, e nella peggiore perché aderirvi significherebbe una implicita accettazione dell’Europa così com’è, con la sua pessima classe dirigente ossessionata dal mito del riarmo. Il ritorno di Trump, emblematica “figura del male”, dovrebbe richiamarci invece a un serio confronto con la realtà.

Nonviolenza e “noncollaborazione”: attualità di Danilo Dolci

Danilo Dolci è ricordato, soprattutto, per la guida dello “sciopero al contrario” dei braccianti disoccupati di Trappeto e per la resistenza passiva all’ordine di interromperlo. Sono passati, da allora, 70 anni ma l’attualità della sua idea di nonviolenza come noncollaborazione resta più che mai attuale. Non sappiamo come l’avrebbe coniugata oggi, ma sappiamo quanto ci manca la sua presenza!