Colin Walsh, Kala (Fazi, 2025)

All’inizio sembra un thriller legato alla scomparsa di una ragazza (Kala, appunto). Ma poi, il quadro si apre sui pensieri e sulle emozioni di un gruppo adolescenti nell’Irlanda dei primi anni duemila che diventano adulti, costretti a lottare con fantasmi nerissimi di una comunità che ha fatto fortuna sfruttando segreti e ricatti. Bellissimo, moderno, dalla scrittura tagliente, un affresco potente di traumi taciuti e sogni infranti.

Gaza, simbolo dell’ingiustizia globale

A Gaza il genocidio è l’unico pane quotidiano. E di fronte ad esso misuriamo la nostra impotenza e l’apparente inutilità di analisi, denunce, appelli. Eppure sono proprio i movimenti che in tutto il mondo si sono identificati con Gaza a rendere evidente che la sua indicibile tragedia è l’altra faccia della impunità dei poteri forti (economici e politici) che sono il vero nemico da combattere.

La Milano da bere si è ubriacata di liberismo

La storiaccia che scuote Milano è l’epilogo della vicenda, iniziata negli anni Ottanta, che ha cancellato l’urbanistica (intesa come veicolo per una città a misura d’uomo), sostituendola con la liberazione da lacci e lacciuoli in vista dell’edificazione di un’avveniristica città per ricchi. Una follia insostenibile, fondata anche su favori e compiacenze tra “quelli che contano”, che ha sedotto la sinistra non solo a Milano.

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Gli ebrei

In questo articolo pubblicato otto giorni dopo il massacro alle Olimpiadi di Monaco del ’72, la scrittrice Natalia Ginzburg si interroga sul suo essere ebrea, sul rapporto di “segreta complicità” che la lega agli altri ebrei, ma anche sulla “disumana disperazione” che ispirò il “disumano orrore” degli autori della strage, e conclude sull’impossibilità di stare dalla parte di quelli che “usano armi, denaro e cultura per opprimere dei contadini e dei pastori”.

Succede a Milano. Il crollo, ma forse anche no

Sei richieste di arresti eccellenti e decine di indagati, tra cui il sindaco Sala. L’inchiesta della Procura di Milano sulla gestione urbanistica della città, che ipotizza «un sistema di speculazione edilizia selvaggia» accompagnato da un’ampia rete di corruzione, non è una sorpresa, ma il prevedibile esito di quindici anni di amministrazione bipartisan a dir poco disinvolta. Che non finirà senza una forte spinta dal basso.

Europa sotto assedio: non è solo una questione di dazi

I diktat di Trump sui dazi obbligano Bruxelles a scegliere tra subire passivamente o rilanciare una strategia di autonomia economica e geopolitica. L’Europa, infatti, è anche un fornitore essenziale per l’economia Usa e ha, dunque, carte da giocare. E, poi, ci sono aperture possibili alle economie emergenti dei Brics. Ma le imbelli leadership europee non sembrano in grado di giocare questa partita.

Il passo avanti dei BRICS

Il summit dei BRICS di Rio de Janiero segna una svolta. Un blocco in forte crescita economica e alternativo all’Occidente promuove il suo progetto strategico per rafforzare il Sud globale, riformare istituzioni come il Consiglio di sicurezza dell’ONU, realizzare pace e sostenibilità climatica, intaccare il primato del dollaro negli scambi commerciali. Va preso sul serio in questa epoca di transizione egemonica globale.